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CRANS MONTANA

Rogo di Capodanno, accesso ai video. L'esperto: «La visione dei filmati può riaprire le ferite»

Gli avvocati potranno oggi visionare i filmati chiave dell’incendio di Crans-Montana. Gli esperti raccomandano cautela e accompagnamento professionale per evitare nuovi traumi ai familiari.
AFP
Rogo di Capodanno, accesso ai video. L'esperto: «La visione dei filmati può riaprire le ferite»
Gli avvocati potranno oggi visionare i filmati chiave dell’incendio di Crans-Montana. Gli esperti raccomandano cautela e accompagnamento professionale per evitare nuovi traumi ai familiari.

CRANS MONTANA - L’accesso ai video della tragedia di Crans-Montana segna una fase cruciale dell’inchiesta sull’incendio al bar Le Constellation, costato la vita a 41 persone, tra cui 20 minorenni. A partire da oggi, gli avvocati degli imputati e, in seguito, quelli delle famiglie delle vittime potranno visionare le immagini registrate nella notte di Capodanno.

Le riprese, provenienti da 14 telecamere, documentano la rapida propagazione delle fiamme a partire dalle 01.27, oltre ai tentativi disperati di fuga dei presenti. A queste si aggiungono fotografie scattate dalla polizia dopo il rogo, alcune delle quali – secondo un decreto della procura del Vallese – «mostrano i corpi dei deceduti».

Dal 30 aprile anche i familiari potranno accedere ai filmati. Le reazioni sono contrastanti: alcuni hanno scelto di non vedere le immagini, così come avevano rinunciato a vedere i corpi dei propri cari; altri, invece, sentono la necessità di farlo.

Immagini fondamentali per capire
«Queste immagini sono fondamentali. Dobbiamo capire cosa hanno vissuto quei bambini in quei due minuti che sono costati loro la vita o li hanno segnati per sempre», ha dichiarato al Tages Anzeiger l’avvocata ginevrina Catherine Chirazi, che rappresenta la famiglia di una giovane vittima.

I video saranno determinanti anche per chiarire la dinamica dell’innesco dell’incendio, in particolare chi abbia dato avvio alla sfilata con bottiglie di champagne e candele pirotecniche che avrebbero incendiato il rivestimento fonoassorbente del soffitto.

«Queste immagini permetteranno forse di comprendere meglio la dinamica dei fatti e il ruolo di ciascuno», spiega Sophie Haenni, legale di una cameriera morta nell’incendio, sottolineando l’importanza di chiarire «il comportamento e il ruolo di Jessica Moretti», titolare del locale presente quella sera. Una testimone ha dichiarato che sarebbe stata proprio Moretti a fissare le candele alle bottiglie.

Guardare immagini e video di questo tipo aiuta a elaborare il trauma o rischia di rafforzarlo? Lo psicoterapeuta Bruno Sternath, interpellato da 20 Minuten, spiega che può essere utile a due condizioni – altrimenti può causare più danni.

Preparazione
Secondo Sternath, i familiari devono essere preparati a ciò che vedranno. «È necessaria un’attenta valutazione di quali supporti siano necessari per le persone coinvolte». Quando, in quale contesto e in quale forma una persona sia pronta a vedere tali immagini e video è molto individuale.

L’esperto
Il dottor Bruno Sternath è psicoterapeuta riconosciuto a livello federale e direttore dell’istituto Human Psychology di Zurigo. È psicoterapeuta certificato per la psicotraumatologia e la terapia del trauma.

Accompagnamento professionale
Sternath raccomanda vivamente di visionare immagini e video con l’assistenza di professionisti. «Questi video possono provocare una rinnovata traumatizzazione. Durante la visione, le immagini possono amplificare ulteriormente il forte stress causato dall’evento estremo e dal lutto».

Inoltre, i familiari non dovrebbero essere esposti troppo a lungo a questi stimoli. Una figura professionale adeguata dovrebbe aiutare a stabilire quando siano necessarie pause e per quanto tempo le persone coinvolte possano essere esposte.

Secondo Sternath, è anche necessario valutare con attenzione se la visione in piccoli gruppi con altre famiglie di vittime sia davvero utile. «In quel momento ci si può forse consolare a vicenda. Tuttavia, alcune persone potrebbero mostrare reazioni psicologiche e fisiche molto forti. La visione di queste scene può innescare ulteriori processi di riattivazione dell’esperienza in tutti i presenti».

Retraumatizzazione ritardata
Sternath sottolinea inoltre che la visione di immagini e video può provocare reazioni di stress che si manifestano in modo ritardato, sia a livello psicologico sia fisico. «Alcuni realizzano solo ore o giorni dopo ciò che hanno visto e necessitano di ulteriore supporto».


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