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Tilt della disoccupazione: nessun aiuto per pagare il costo dei richiami

Lo ha detto il presidente della Confederazione Guy Parmelin, riferendosi ai ritardi nei versamenti delle rendite, durante l'Ora delle domande del Consiglio nazionale.
Tipress
Fonte Ats
Tilt della disoccupazione: nessun aiuto per pagare il costo dei richiami
Lo ha detto il presidente della Confederazione Guy Parmelin, riferendosi ai ritardi nei versamenti delle rendite, durante l'Ora delle domande del Consiglio nazionale.

BERNA - Nell'ambito dei ritardi nel versamento delle indennità di disoccupazione a causa di problemi informatici, le persone senza lavoro in difficoltà possono chiedere degli anticipi, ma non potranno contare su un aiuto per pagare i costi di richiamo per le fatture scoperte. È quanto affermato oggi al Consiglio nazionale del presidente della Confederazione, Guy Parmelin, durante l'Ora delle domande.

Secondo le ultime informazioni disponibili risalenti a inizio marzo, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) avrebbe risolto gran parte dei problemi causati dal nuovo sistema informatico introdotto a inizio anno. Le casse di disoccupazione hanno potuto versare le indennità giornaliere almeno alle persone già aventi diritto; permangono invece ritardi per i nuovi beneficiari.

Come si ricorderà, il 6 gennaio la SECO ha introdotto il sistema di pagamento Asal 2.0 per le casse e ha dovuto affrontare notevoli disagi. Numerose persone iscritte come senza lavoro hanno ricevuto le indennità giornaliere in ritardo. I più colpiti dai problemi sono però i nuovi disoccupati.

Intanto, a due mesi dall'introduzione della novità informatica, non tutti i problemi sono stati risolti: soprattutto le prestazioni e la velocità lasciano ancora a desiderare. Ciò comporta un carico di lavoro aggiuntivo per i collaboratori delle casse di disoccupazione, anche sotto forma di straordinari e lavoro nel fine settimana.

Le casse devono ancora smaltire le pratiche in sospeso, soprattutto quelle relative alle nuove richieste. Il processo di verifica del diritto alle prestazioni, che di norma richiede dai 35 ai 40 giorni, con il nuovo sistema richiede da due a tre settimane in più.

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