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SVIZZERA«Ho bisogno di un respiratore e sono fregato se manca la corrente»

05.10.22 - 14:33
Per le persone con disabilità che si affidano ad ausili elettronici in casa questo inverno potrebbe risultare devastante
Getty Images/iStockphoto
«Ho bisogno di un respiratore e sono fregato se manca la corrente»
Per le persone con disabilità che si affidano ad ausili elettronici in casa questo inverno potrebbe risultare devastante

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

In caso di carenza di energia elettrica in inverno, il piano di emergenza della Confederazione prevede, tra l'altro, interruzioni di corrente di quattro ore. Gli ospedali e i servizi di emergenza sono esenti da queste misure. Questa deroga non si applica tuttavia alle persone che vivono a casa e dipendono da apparecchiature elettriche mediche.

Una persona che soffre di apnea notturna, una condizione in cui la respirazione si interrompe ripetutamente per brevi periodi durante il sonno, racconta a 20 Minuten: «Sarei fregato se mancasse la corrente».

Quando ha chiesto sostegno, gli è stato detto solo che ognuno è responsabile per se stesso. Per lui e per molte altre persone colpite, questo significherebbe dover acquistare una powerstation, che può arrivare a costare fino a 700 franchi. «È un acquisto costoso. Mi sento abbandonato», ha raccontato l'uomo.

«Gran parte delle persone colpite non può permetterselo».

«Un problema è che gran parte delle persone colpite non può permettersi tali investimenti», afferma il consigliere nazionale del Centro Christian Lohr. Inoltre, per alcune delle persone coinvolte, anche una powerstation non è sufficiente. «Queste persone hanno bisogno di un generatore di emergenza», dice Lohr.

«Bisogna mettere in conto almeno 15'000 franchi tra l'acquisto e l'installazione professionale», afferma Beat Müller, amministratore delegato del produttore di generatori di emergenza Bimex. Oltre al prezzo elevato, secondo Müller ci sono anche lunghi tempi di consegna: «Al momento, molte aziende si stanno rifornendo di generatori di emergenza. Nel frattempo, non abbiamo più pezzi in magazzino».

Arriva l'interpellanza 

Insieme a Maya Graf, vicepresidente di Inclusion Handicap e membro verde del Consiglio degli Stati, Lohr ha presentato mercoledì un'interpellanza. Vuole sapere se il Consiglio federale sta pianificando misure specifiche per le persone con disabilità. Poiché molti di loro dipendono da ausili elettronici, la mancanza di elettricità li colpirebbe in modo particolare.

«Una vita autodeterminata all'interno delle proprie quattro mura dovrebbe essere lo standard di oggi, nonostante le disabilità», afferma Lohr. Ciò è in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che la Svizzera ha firmato. In caso di mancanza di energia elettrica, si deve assolutamente tenere conto delle esigenze specifiche delle persone colpite.

«In linea di principio, non c'è nulla di male nel risparmio, ma non bisogna dimenticare che questo comporta anche problemi per alcuni gruppi di persone. Ed è compito della politica sensibilizzare l'intera popolazione su questo aspetto», afferma Lohr.

L'elenco dei dispositivi elettronici da cui le persone con disabilità sono parzialmente dipendenti è lungo. Come esempio, Inclusion Handicap cita il caso di un uomo paraplegico. Per spostarsi, la persona utilizza una sedia a rotelle elettronica. Porte, finestre e luci dell'appartamento sono telecomandate. I movimenti più semplici, come alzarsi o fare la doccia, sono supportati da un cosiddetto sollevatore. L'uomo ha bisogno di un respiratore per dormire e di un frigorifero per conservare le medicine in modo che non si danneggino. Un'interruzione di corrente non annunciata in questo caso avrebbe ovviamente conseguenze di vasta portata o addirittura pericolose. La situazione è simile per moltissime persone in età avanzata: quasi l'85% degli ultraottantenni vive in casa. Gli ausili per la mobilità, la respirazione o l'udito consentono loro di vivere una vita indipendente. I non vedenti e gli ipovedenti utilizzano anche computer con software speciali che li aiutano a navigare nei siti web e a leggere ad alta voce le e-mail o i quotidiani. Le persone ipovedenti dipendono anche da fonti di luce particolari, sia a casa che negli spazi pubblici di notte. Anche le persone non affette da disabilità fisiche ne risentirebbero: per le persone affette da disturbi d'ansia, le interruzioni di corrente possono essere una fonte significativa di stress.

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