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SVIZZERAChi sono i due candidati “svizzeri” che andranno a Montecitorio

28.09.22 - 09:39
I neo deputati Billi e Ricciardi vogliono consolidare la collaborazione fra le due nazioni. Ecco come
Archivio/ Getty
Chi sono i due candidati “svizzeri” che andranno a Montecitorio
I neo deputati Billi e Ricciardi vogliono consolidare la collaborazione fra le due nazioni. Ecco come

BERNA - Abitano in Svizzera e sono stati entrambi scelti alla Camera dagli italiani all'estero. Toni Ricciardi, originario dell'Irpinia e cittadino tricolore e rossocrociato, è stato eletto col Partito democratico per la prima volta. Simone Billi, già in parlamento nel 2018, tornerà a Montecitorio fra le fila della Lega.
Entrambi, almeno sulla carta, vogliono continuare a rinsaldare i rapporti fra le due nazioni, oltre a potenziare i servizi consolari.

Qual è lo stato di salute dei rapporti fra Italia e Svizzera?

Simone Billi: Direi ottimo. Non dimentichiamo che la comunità italiana in Svizzera è molto importante: ha dato tanto all’economia e alla cultura confederale. Bisogna continuare a collaborare affinché i rapporti diventino sempre più saldi e forti.

Toni Ricciardi: Sarebbe molto facile, per me, fare il populista all’inverso e paventare il pericolo dell’arrivo dell’ondata nera. Io ho la doppia cittadinanza e sono dell’idea che i rapporti vadano costruiti. Per questo, cercherò di dare il mio contributo in questo senso.

Qual è la priorità da affrontare?

Simone Billi: Per gli italiani all’estero, è importante il potenziamento e la digitalizzazione della rete consolare. Il settore ha subito enormi tagli, conseguenza anche di quanto imposto dall’allora governo Monti. Intanto, il numero degli italiani residenti fuori dalla penisola sono più che raddoppiati. Così si sono verificati problemi nel fornire i servizi ai cittadini. Una buona idea potrebbe essere utilizzare i contrattisti.

Toni Ricciardi: Serve mettere subito mano ai servizi consolari: durante la campagna elettorale ho presentato proposte a costo zero in grado di migliorare la vita dei concittadini residenti all’estero. Poi, serve aprire un tavolo di concertazione con l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) per definire un modus operandi nei riguardi dell’estero. 

In Svizzera il tema dei frontalieri crea sempre molte discussioni su più fronti: uno dei punti cruciali riguarda l’accordo fiscale. Qual è la vostra posizione sulla questione?

Simone Billi: Nella scorsa legislatura, l’argomento era stato seguito da alcuni miei colleghi: è stato fatto un ottimo lavoro, bisogna proseguire.

Toni Ricciardi: Serve avere il coraggio e la forza di portare a casa l’accordo. Poi, insieme con tutte le parti in causa, serve costruire una risoluzione di medio e lungo termine così da arrivare al superamento di alcune rigidità giuridiche e fiscali: abbiamo un sacco di problemi di doppia imposizione che rasentano, alcune volte, anche l’illegalità. 

Qual è la prima cosa che farete appena arrivati in Parlamento?

Simone Billi: A livello generale, bisogna immediatamente lavorare per bloccare la crescita dell’inflazione e del costo dell’energia.

Toni Ricciardi: Sembrerà un obiettivo quasi filosofico, ma vorrei riuscire ad abbassare i toni dello scontro della politica italiana. Non prenderò, a priori, posizioni di partito: il mio scopo è cercare le convergenze possibili per risolvere i problemi delle persone. Insomma, mi piacerebbe esportare il modello svizzero nella penisola: fino a Chiasso, il compromesso è considerato agire politico, a Ponte Tresa significa inciucio.

 

COMMENTI
 
M70 2 mesi fa su tio
TIO dovrebbe concentrarsi sulla politica della svizzera e di cosa fanno i politici x la CH!
Afrodita 2 mesi fa su tio
Politici e Politica sono la stessa cosa un cestro pieno di vipere 🦅🐉 Nesunno fara farà niente a favore del popolo
marco17 2 mesi fa su tio
I rapporti con la Svizzera - al di là di parole di circostanza - non sono la priorità di nessuna forza politica italiana. E la buona volontà di due deputati provenienti dalla Svizzera non cambierà nulla.
Lorenzo62 2 mesi fa su tio
👍🏻👍🏻👍🏻
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