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SVIZZERAIn Svizzera ci sono «decine» di spie russe

27.06.22 - 09:03
Sono attive soprattutto a Ginevra, nelle missioni diplomatiche. Il Sic: «La minaccia informatica è in aumento»
reuters
La sede della missione russa a Ginevra
La sede della missione russa a Ginevra
In Svizzera ci sono «decine» di spie russe
Sono attive soprattutto a Ginevra, nelle missioni diplomatiche. Il Sic: «La minaccia informatica è in aumento»
Gli 007 svizzeri avevano previsto l'invasione in Ucraina «con oltre un mese di anticipo» a detta del direttore Christian Dussey

BERNA - I servizi segreti svizzeri avevano messo il guardia il Consiglio federale su una possibile escalation in Ucraina, più di un mese prima dello scoppio della guerra. E oggi avvertono: in Svizzera sono attive «diverse decine» di spie russe, in particolare a Ginevra. 

A riferirlo oggi al Tages Anzeiger è il capo del Servizio delle attività informative della Confederazione (Sic) Christian Dussey. Il diplomatico vallesano ha lavorato a Mosca e in Iran prima di essere nominato direttore del Sic ad aprile. Nella sua prima intervista dall'inizio dell'incarico ha difeso l'operato del suo predecessore Jean-Philipp Gaudin. 

All'affermazione che il Sic non avrebbe previsto l'invasione dell'Ucraina, Dussey replica che semplicemente «è falsa». Nei loro rapporti al governo e ai responsabili politici, gli 007 elvetici avevano già segnalato a metà gennaio «l'alta probabilità di un attacco nell'arco di un mese dalla fine delle Olimpiadi di Pechino». Anche il Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 aveva pronosticato la possibilità di una guerra, afferma il 55enne.

Dopo lo scoppio della guerra i servizi segreti svizzeri sono rimasti in contatto con la loro rete di oltre 100 informatori sparsi per il mondo. E segnalano che le attività di spionaggio russe nella Confederazione «non sono sostanzialmente cambiate». Si concentrano soprattutto a Ginevra, attorno alle organizzazioni internazionali che vi hanno sede. «Sappiamo che diverse decine di agenti sono attivi nelle missioni diplomatiche e consolari russe». Ad essere aumentata particolarmente è la minaccia di attacchi informatici. 

Le attività del Sic comunque non si limitano al controllo delle spie russe. Le organizzazioni e gli individui «che rifiutano i fondamenti della democrazia e sostengono, promuovono o commettono violenza» sono oggetto di sorveglianza, mentre non lo sono i movimenti o esponenti politici che non inneggiano alla violenza. Un altro obiettivo prioritario restano i sostenitori e i simpatizzanti dello Stato Islamico e di Al-Qaeda. «La minaccia islamista è sempre più diffusa, perché si basa su individui che agiscono in modo isolato» ha spiegato Dussey. «A lungo termine, tuttavia, si prevede che i gruppi regionali impegnati contro lo Stato Islamico riprenderanno forza, soprattutto negli Stati africani».

 

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