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SVIZZERA
20.04.2022 - 11:170

Il carovita costerà 3500 franchi a famiglia

Casse malati e inflazione pesano sul portafoglio degli svizzeri. L'allarme dell'USS

BERNA - L'aumento del costo della vita e l'annunciato incremento dei premi dell'assicurazione malattia comporterà una diminuzione del potere d'acquisto di circa 3500 franchi per famiglia. Lo indica l'Unione sindacale svizzera (USS) che chiede aumenti salariali, una compensazione del rincaro e misure contro l'aumento dei premi LAMal.

"L'inflazione oggi supera il 2% e lo shock dei premi delle casse malati minaccia il potere d'acquisto dei lavoratori", afferma l'USS in una conferenza stampa, nella quale sottolinea la natura senza precedenti della situazione attuale.

Senza misure adeguate, il reddito delle singole economie domestiche, a causa del rincaro, diminuirà di 1600 franchi annui. Per le famiglie con bambini la riduzione sarà di circa 2200 franchi, precisa l'USS. A ciò va aggiunto l'aumento dei premi dell'assicurazione sanitaria, che a suo dire potrebbe raggiungere il 10%.

Per una famiglia di quattro persone ciò corrisponde a 1100 franchi supplementari all'anno. Ciò colpirà soprattutto le famiglie della classe media. Queste non hanno infatti diritto ai sussidi e spesso versano in premi malattia oltre il 10% del loro reddito, precisa l'USS.

Per il sindacato misure compensatorie sono quindi necessarie. "I redditi reali devono crescere, affinché l'inflazione non costituisca un pericolo serio per la popolazione attiva", spiega Daniel Lampart, capo-economista dell'Unione sindacale svizzera, citato in un comunicato.

Tuttavia, da qualche tempo, i salari stanno aumentando troppo lentamente. "L'aumento della produttività non è stato ridistribuito ai lavoratori; la necessità di un recupero è quindi molto reale tra i redditi bassi e medi", osserva Vania Alleva, vicepresidente dell'USS e presidente del sindacato Unia.

La situazione generale dell'economa è buona, viene affermato. Molti settori economici si sono completamente ripresi dalla crisi e sono in pieno sviluppo. "C'è quindi un reale margine di manovra per la concessione di aumenti salariali".

A ciò si aggiunge l'ottima salute finanziaria dei Cantoni, che hanno anche beneficiato delle misure anti-pandemiche adottate dalla Confederazione. I Cantoni hanno chiuso questi due anni contraddistinti dal covid con eccedenze di oltre un miliardo di franchi nel 2020 e 2,7 miliardi di franchi nel 2021, sottolinea l'USS.

Per il presidente del sindacato Pierre-Yves Maillard "stiamo vivendo uno shock come non lo conoscevamo da molto tempo". Secondo il consigliere nazionale vodese (PS) "i lavoratori hanno bisogno di sostanziali miglioramenti salariali".

L'USS chiede la compensazione del rincaro e un aumento dei salari reali. Per l'Unione sindacale nessun lavoratore al 100% dovrebbe guadagnare meno di 4000 franchi al mese (per tredici mensilità annue).

L'USS chiede anche l'introduzione di misure per limitare i versamenti alle casse malati. Il sindacato invita a tal proposito il Consiglio federale a presentare una proposta affinché nessuno dedichi a tale scopo più del 10% del proprio reddito.

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