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Bentornata normalità. Ma a che punto sono i nostri vicini?

In Svizzera le misure anti-Covid sono alle spalle. Uno sguardo alle situazioni di Italia, Germania, Francia e Austria
Depositphotos (foto d'archivio)
In Ticino l'obbligo di indossare una mascherina è rimasto unicamente in vigore all'interno delle strutture sanitarie e sociosanitarie.
Bentornata normalità. Ma a che punto sono i nostri vicini?
In Svizzera le misure anti-Covid sono alle spalle. Uno sguardo alle situazioni di Italia, Germania, Francia e Austria
LUGANO - Nei due anni che hanno segnato la fase più critica della pandemia ci siamo spesso ritrovati a osservare cosa facevano i nostri vicini. A volte abbiamo anticipato quelle decisioni poi prese anche da loro. Altre volte le abbiamo seguite...

LUGANO - Nei due anni che hanno segnato la fase più critica della pandemia ci siamo spesso ritrovati a osservare cosa facevano i nostri vicini. A volte abbiamo anticipato quelle decisioni poi prese anche da loro. Altre volte le abbiamo seguite, tra lockdown, test, mascherine e certificati vari. Il ritorno alla normalità, scattato venerdì, rientra nella prima categoria. Ma gli altri, restando in tema, a che punto sono?

In Italia, fine dello stato d'emergenza
Partiamo dai più vicini. In Italia venerdì è ufficialmente cessato lo stato d'emergenza e si sono allentate alcune misure. Restano in ogni caso in vigore sia il Green pass di base che il cosiddetto Super Green pass. Quest'ultimo resta necessario per cinema, teatri, concerti, palestre e piscine, mentre non è più richiesto per i ristoranti, i bar, i trasporti pubblici e per l'accesso a uffici pubblici e negozi. Fino al 30 aprile resta poi l'obbligo di indossare mascherine FFP2 sui mezzi pubblici e in diverse strutture per l'intrattenimento. Per quanto riguarda i contagi, l'isolamento è richiesto solamente alle persone positive mentre i contatti stretti possono optare per l’autosorveglianza.

In Germania, regole diverse nei Land
La situazione in Germania è eterogenea. Ogni Land si regola in base alla situazione epidemiologica. Ma in generale, i nostri vicini a nord hanno già eliminato la grande maggioranza delle misure mantenendo però un dispositivo di protezione di base. A livello nazionale viene mantenuto l'obbligo di isolamento per i positivi e l'obbligo di indossare una mascherina per i trasporti a lunga percorrenza. In molti Stati federati la mascherina resta un requisito anche sui mezzi pubblici locali e per accedere alle strutture sanitarie. È il caso ad esempio del Baden-Württemberg.

In Francia, isolamento più lungo per i non vaccinati
Le mascherine restano un requisito in Francia solamente sui trasporti pubblici e per accedere alle strutture di cura (che richiedono pure di esibire un certificato Covid). È invece stata modificata di recente la gestione dell'isolamento. Dal 21 marzo scorso infatti ai contatti stretti di un caso positivo non viene più richiesta la quarantena ma di attenersi a un attento regime di autosorveglianza, effettuando un test a 48 ore di distanza dal momento in cui si è stati a contatto con la persona infetta. Per i positivi invece sono previsti due regimi di isolamento: 7 giorni per i vaccinati e 10 per i non vaccinati, che possono essere ridotti rispettivamente a 5 e 7 giorni se non si hanno più sintomi e si è in possesso di un test antigenico negativo.

In Austria, la normalità è un po' più distante
L'Austria ha in vigore le regole più stringenti tra i nostri vicini. Nei luoghi al chiuso è obbligatorio indossare una mascherina FFP2. Quindi sui bus, nei treni, nei negozi e al ristorante (quando ovviamente non si è seduti al tavolo). La misura vale dai 14 anni in su. Dai 6 ai 12 anni è sufficiente una mascherina in stoffa. Sotto i 6 anni non c'è alcun obbligo. Più rigide sono le misure previste a Vienna, dove la regola del 2G è tuttora in vigore per il settore della ristorazione, i locali notturni e gli sport svolti all'interno. Resta inoltre l'obbligo di isolamento per i casi positivi.

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