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Thomas Steffen (in primo piano) durante una conferenza stampa a Palazzo federale
SVIZZERA
15.11.2021 - 14:020

Esperti: il "booster" non basterà. «Servono più restrizioni»

Gli esperti invocano un inasprimento delle misure anti-Covid «il prima possibile». Ma la politica prende tempo

BERNA - Siamo di nuovo ai toni invernali. Dopo un autunno ottimista, di fronte ai numeri esperti e politici tornano a formulare predizioni negative per le prossime settimane in Svizzera. «L'inverno sarà sicuramente difficile» ha dichiarato la direttrice della task force federale Tanja Stadler alla SonntagsZeitung. 

Ci si aggrappa alla terza vaccinazione. Il cosiddetto "booster" sta registrando buone adesioni - anche in Ticino - e il Consiglio federale potrebbe decidere mercoledì di aprire la campagna di richiamo a tutta la popolazione, secondo indiscrezioni riferite ieri dal SonntagsBlick. 

Il medico cantonale di Basilea Thomas Steffen, che siede nel consiglio di amministrazione dell'Associazione dei medici cantonali, accoglie con favore l'estensione delle terze dosi. «Senza dubbio aiuterà a ridurre il carico sugli ospedali» ha dichiarato a 20 Minuten.

Steffen cita uno studio israeliano: su un campione di circa 700mila persone, i ricoveri in ospedale sono stati 231 per i vaccinati con la seconda dose; con la terza dose, solo 29. «Non dobbiamo però farci aspettative troppo alte» precisa l'esperto. «Il booster non può bastare da solo a rallentare l'attuale incremento dei casi. Ci vorrebbero più prime vaccinazioni e maggiori misure di protezione. Interventi da adottare il prima possibile».  

Anche il consigliere nazionale dei Verdi Liberali Martin Bäumle teme che le vaccinazioni di richiamo non saranno sufficienti. «La situazione rischia di sfuggirci di mano sempre di più e diventerà critica entro due o tre settimane se non si prendono delle contromisure». Secondo il deputato andrebbe esteso l'obbligo di certificato per accedere a tutti gli spazi interni, compresi gli uffici. 

Secondo Steffen è «poco probabile» che le autorità limitino il rilascio del certificato alle sole persone vaccinate o guarite. Non a breve termine almeno. L'obbligo della mascherina sul luogo di lavoro o nelle scuole e «possibili restrizioni sul numero di persone ai grandi eventi» sono un'opzione verosimile per il medico cantonale basilese. Il collega di Zugo Rudolf Hauri rievoca invece l'obbligo di telelavoro. «Sarebbe logico iniziare con un adeguamento mirato il prima possibile» afferma Steffen.

Il Consiglio federale però sembra per ora mantenere un atteggiamento cauto. Un inasprimento delle misure potrebbe giocare a favore degli oppositori della legge Covid, alle urne il 28 novembre, sottolinea il consigliere nazionale del Plr Marcel Dobler. «Inoltre non sembra che la situazione attuale giustifichi ulteriori restrizioni» osserva il deputato. La percentuale di casi Covid nei reparti di terapia intensiva è ancora bassa, al 14 per cento. Il limite critico degli 80 ricoveri al giorno è ancora lontano (31 in media nella prima settimana di novembre). Finché dura. 

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