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SVIZZERALanciata la campagna per l'iniziativa anti-burqa

14.01.21 - 15:51
La proposta sarà in votazione il prossimo 7 marzo. In Ticino il divieto esiste dal 2016
Archivio Keystone
SVIZZERA
14.01.21 - 15:51
Lanciata la campagna per l'iniziativa anti-burqa
La proposta sarà in votazione il prossimo 7 marzo. In Ticino il divieto esiste dal 2016

BERNA - «Sì alla libertà, all'uguaglianza e alla difesa contro il terrorismo»: i promotori dell'iniziativa popolare "Sì al divieto di dissimulare il proprio viso" hanno lanciato oggi la loro campagna a Berna in vista della votazione del prossimo 7 marzo.

L'iniziativa è stata lanciata dal comitato di Egerkingen - all'origine anche dell'iniziativa anti-minareti - e da esponenti di diverse forze politiche come UDC, Giovani UDC, PLR e Unione democratica federale (UDF).

Per i promotori, il velo integrale - così come i minareti - è un simbolo dell'islam estremo che non ha ragion d'essere in Svizzera e rappresenta l'oppressione delle donne musulmane. Queste ultime «ne soffrono», ha detto oggi la consigliera nazionale Barbara Steinemann (UDC/ZH), secondo cui il velo che copre l'intero corpo priva queste donne di ogni individualità e ostacola gravemente la loro libertà di movimento.

Esperienza valida in Ticino - Il consigliere nazionale Walter Wobmann (UDC/SO) - presidente del comitato di Egerkingen - è dell'idea che l'iniziativa non sia neanche lontanamente in conflitto con la libertà religiosa: «Questo punto lo sosteniamo in modo chiaro», ha ribadito, precisando che l'esperienza in Ticino e a San Gallo - dove la misura è già in vigore - «ha dimostrato il valore di questi divieti».

La dissimulazione del viso è «contraria allo spirito liberale del vivere insieme» e il testo riguarda non solo il burqa o il niqab, ma anche le persone che mascherano il viso per scopi criminali, tra cui gli hooligan. Per quanto riguarda la situazione attuale - ovvero con l'obbligo di portare le mascherine - Wobmann ha chiarito che il divieto dovrà essere stabilito in modo permanente, ma «con eccezioni chiaramente definite, come ad esempio per motivi di salute».

«Ci troviamo in uno scontro di civiltà e quindi anche in uno stato di autodifesa contro l'islamizzazione dell'Europa e soprattutto del nostro Paese», ha aggiunto dal canto suo il consigliere nazionale Jean-Luc Addor (UDC/VS), il quale ha sottolineato che l'iniziativa ha anche un chiaro obiettivo preventivo.

Nei cartelloni, presentati oggi a Berna, una donna dalla pelle scura e con un'espressione arrabbiata indossa un niqab, accompagnata dalla scritta "Stop all'estremismo!". La campagna avviata oggi inonderà di manifesti le strade e le stazioni nei prossimi giorni e l'obiettivo dei promotori è anche quello di aumentare la presenza sui social media.

Divieto di dissimulazione del viso - Il testo chiede che nessuno in Svizzera possa dissimulare il proprio viso. La disposizione si applicherebbe in tutti i luoghi accessibili al pubblico e all'aria aperta. Eccezioni sarebbero possibili soltanto nei luoghi di culto o in altri luoghi sacri, nonché per motivi inerenti alla salute, alla sicurezza, alle condizioni climatiche e alle usanze locali. Ulteriori eccezioni, ad esempio per turiste velate, sarebbero escluse.

A livello cantonale, Ticino e San Gallo hanno già introdotto tale divieto, mentre altri Cantoni - ad esempio Glarona - hanno respinto l'idea. Il testo, che ha raccolto 105'533 firma valide, è stato depositato nel settembre 2017. Consiglio federale e Parlamento raccomandano di respingere l'iniziativa alle urne. È stato inoltre elaborato un controprogetto indiretto per lasciar maggior margine di manovra ai Cantoni.

Il comitato ticinese a sostegno dell'iniziativa “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso”

Giorgio Ghiringhelli, coordinatore del comitato e fondatore del movimento “Il Guastafeste”
Diego Baratti, presidente Giovani UDC del Ticino e consigliere comunale a Ponte Capriasca
Mauro Belgeri, consigliere comunale PPD a Locarno
Iris Canonica
Marco Chiesa, presidente nazionale UDC e deputato al Consiglio degli Stati
Giovanni John
Piero Marchesi, presidente cantonale UDC e consigliere nazionale
Eros Mellini, direttore de “Il Paese”
Tamara Merlo, deputata in Gran Consiglio per Più Donne
Edo Pellegrini, presidente sez. ticinese dell’UDF e deputato in Gran Consiglio
Lorenzo Quadri, consigliere nazionale e municipale di Lugano per la Lega dei ticinesi e direttore del “Mattino della domenica”
Marco Romano, consigliere nazionale PPD, vice-presidente del Gruppo del Centro alle Camere federali
Stefano Piazza, giornalista esperto di sicurezza e terrorismo
Alberto Siccardi, vicepresidente di Area liberale
Roberta Soldati, deputata in Gran Consiglio per l’UDC

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