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29.12.2020 - 10:500

Swiss confida nella ripresa dei voli intercontinentali

Il presidente del cda: «Se la situazione non migliorerà entro l'estate, non potremo evitare licenziamenti»

ZURIGO - Il presidente del cda di Swiss, Reto Francioni, confida nella ripresa dei voli intercontinentali. «Nella pianificazione per l'estate ipotizziamo un volume di traffico del 50% rispetto alla situazione precedente la crisi», dichiara in un'intervista alla Neue Zürcher Zeitung.

Decisiva sarà la ripresa dei collegamenti intercontinentali, soprattutto quelli con gli USA. Secondo Francioni, a marzo la compagnia aerea dovrebbe essere in grado di stimare le prenotazioni per l'estate del 2021. «Se, contrariamente alle aspettative, la situazione non migliorerà sensibilmente entro l'estate, non potremo evitare licenziamenti», ha aggiunto il presidente del consiglio d'amministrazione (cda). «Siamo tuttavia fiduciosi che per allora, invece delle restrizioni all'ingresso e delle norme di quarantena, i test rapidi e le vaccinazioni contribuiranno a ridare tranquillità ai viaggiatori».

Francioni ha inoltre confermato precedenti informazioni secondo le quali 1'000 posti di lavoro saranno soppressi nei prossimi due anni attraverso il blocco delle assunzioni, il turnover del personale, il lavoro a tempo parziale e il pensionamento anticipato.

Il modello commerciale di Swiss, orientato agli uomini d'affari ben pagati, non dovrebbe peraltro venir messo sotto pressione dall'aumento delle riunioni virtuali. «Non è di per sé una sfida per il modello di business, è il modo in cui lo si applica e lo si gestisce che è cruciale. Ritengo tuttavia che per un bel po' di tempo non torneremo al punto di prima della crisi. Una parte delle riunioni d'affari rimarrà in un primo tempo in forma digitale», ha precisato Francioni.

Ritorno alla normalità solo nel 2024 - Allo stesso tempo, Francioni dissipa le speranze di un rapido miglioramento nel settore dell'aviazione: «Stimiamo che bisognerà aspettare fino al 2024 per avere normali operazioni». Anche fra tre anni il volume di traffico dovrebbe rimanere su livelli più bassi rispetto a prima della pandemia. Il virus è imprevedibile, afferma Francioni, e la gente «vola a vista, per così dire».

Il presidente del cda ha peraltro escluso la possibilità che Swiss, «in base allo stato attuale e alla pianificazione», debba chiedere di nuovo un aiuto finanziario alla Confederazione. Le brutte sorprese non possono però essere completamente escluse. Per la fine del 2020 Swiss avrà ancora a disposizione più di un miliardo di franchi del prestito bancario di 1,5 miliardi.

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