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La decisione dell'Ufficio federale della sanità pubblica di non comunicare i dati del contagio durante i giorni festivi è oggetto di critiche.
SVIZZERA
24.12.2020 - 22:200
Aggiornamento : 25.12.2020 - 11:26

Non comunicare i dati della pandemia durante le feste «può essere pericoloso»

Alcuni esperti contestano la scelta dell'Ufficio federale della sanità pubblica

Fonte 20min / Daniel Graf
elaborata da Fabio Caironi
Giornalista

BERNA - L'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) non comunica gli aggiornamenti numerici della pandemia di coronavirus nei fine settimana, e non lo farà nemmeno durante le festività natalizie.

«Trattiamo i giorni di festa come le domeniche, quindi non forniremo dati» ha confermato Virginie Masserey nel corso dell'ultima conferenza stampa della task force anti-coronavirus. Una circostanza che fa storcere il naso a parecchi esperti. «Il Natale e i maggiori spostamenti rafforzeranno i numeri dell'infezione già troppo alti» ha dichiarato a 20minuten la virologa ginevrina Isabella Eckerle. Sarebbe quindi «molto importante» avere i numeri aggiornati dei contagi per rendersi conto dell'andamento della situazione, ha aggiunto.

Le fa eco Antoine Flahault, direttore dell'Istituto per la salute globale presso l'Università di Ginevra. «Usiamo i dati giornalieri per creare previsioni a sette giorni per 209 paesi e anche per tutti i cantoni della Svizzera. Senza rapporti quotidiani, non possiamo prevedere le tendenze». Flahault usa una metafora marinaresca per rafforzare il concetto: «Attualmente stiamo attraversando mari agitati e mi sembra che il capitano stia riducendo le previsioni meteo nel bel mezzo di una tempesta. E sì, può essere pericoloso».

Flahault non prevede un aumento significativo dei contagi nel corso della prossima settimana, tuttavia «non sappiamo cosa accadrà dopo». L'esempio degli Stati Uniti fa vedere che una festività (in quel caso il Giorno del Ringraziamento) non porta necessariamente con sé un boom d'infezioni. «Sono più preoccupato per la riapertura delle scuole a gennaio». Bisognerà poi accertare la presenza in Svizzera della mutazione britannica del virus, ipotizzata dalla task force ma non ancora confermata da analisi di laboratorio.

 

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