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SVIZZERA
16.10.2020 - 23:590

Regole anti-Covid: il governo va di fretta

È iniziata la consultazione con i Cantoni. Un'ordinanza federale è in arrivo. Ma basterà a rallentare il virus?

BERNA - Nuove regole in arrivo. Ma almeno saranno le stesse regole per tutta la Svizzera. Il "mosaico" di ordinanze in vigore nei vari Cantoni per fronteggiare la seconda ondata non piace a nessuno. Nemmeno ai Cantoni. 

Il comitato direttivo della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS), di cui fa parte per il Ticino il consigliere di Stato De Rosa, ha chiesto venerdì alla Confederazione di mettere mano al "pasticcio" con una normativa nazionale. Ha reso bene l'idea della situazione l'epidemiologo Christian Althaus, su Twitter: «La Svizzera - ha commentato - è attualmente in procinto di diventare un paese con 26 ordinanze per l'obbligo di mascherina».

In poche ore il Consiglio federale ha risposto con una bozza di ordinanza federale, che è stata inviata in consultazione ai Cantoni. Secondo quanto anticipato dai portali di CH Media in serata, il governo propone di vietare su tutto il territorio nazionale i raduni oltre le 15 persone negli spazi pubblici, come parchi, piazze, sentieri. 

Alle riunioni private con più di 15 individui - famigliari, amici - questi ultimi dovranno inoltre indossare la mascherina, tranne quando sono seduti per mangiare e bere. Viene ribadita la raccomandazione alle aziende di incentivare il telelavoro. 

L'ultima parola però spetta ai Cantoni: il motivo è che «la Svizzera non è ancora in una situazione straordinaria, in base alla legge sulle epidemie» spiega Virginie Masserey dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). «Al momento attuale la legge prevede un coinvolgimento dei governi locali». Lukas Engelberger, presidente della CDS, ricorda che spetta al Consiglio federale fissare il calendario della consultazione. «Sia i Cantoni che la Confederazione concordano sul fatto che la consultazione e il processo decisionale devono essere rapidi».

Domenica il governo terrà verosimilmente una riunione d'emergenza. Secondo gli esperti, ormai non sussistono più grandi differenze a livello epidemiologico tra i Cantoni. «Il numero di contagi sta aumentando molto rapidamente in tutta la Svizzera - osserva Engelberger -. Ha senso che alcune regole siano le stesse su tutto il territorio federale». 

Resta ancora da sciogliere il nodo delle discoteche e locali notturni. Chiuderli o no? La CDS è orientata a seguire la "linea dura" adottata finora solo da alcuni Cantoni (tra cui il Ticino), ma non è detto che il governo sia d'accordo. Per Engelberger anche i bar dovrebbero avere orari d'apertura più brevi, come in Lombardia. «In questo modo si riduce il numero complessivo dei clienti presenti, e si ostacola la diffusione del virus».

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