Trump: faremo tornare l'Iran «all'età della pietra». La replica: «Aspettatevi azioni distruttive»

Il discorso alla nazione del presidente statunitense: «Il lavoro è quasi completato, le vittorie sono schiaccianti». Le borse non hanno reagito positivamente
USA e Iran restano in bilico tra negoziati e scontro: sul tavolo una possibile tregua legata alla riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre continuano smentite e tensioni.
Washington, secondo diverse fonti, sarebbe disponibile a fermare le ostilità solo con il ripristino del traffico nel passaggio strategico, ma Teheran nega contatti diretti e mantiene una linea dura.
Intanto i mercati reagiscono con cautela e la diplomazia internazionale prova a mediare.
Nel frattempo Donald Trump alza i toni anche con gli alleati, minacciando un ritiro degli Stati Uniti dalla NATO, definita una “tigre di carta”, accusata di scarso sostegno nella crisi iraniana.
Le dichiarazioni agitano l’Europa, che difende il valore dell’Alleanza e invita alla calma. Sul terreno però il conflitto prosegue, tra attacchi incrociati e timori di un’escalation regionale.
Teheran risponde a Trump: «Aspettatevi azioni distruttive»
Teheran risponde a Donald Trump che minaccia di riportare l'Iran «all'età della pietra», promettendo «azioni schiaccianti». «Con fiducia in Dio onnipotente, questa guerra continuerà fino alla vostra umiliazione, disgrazia, rammarico certo e permanente e resa - ha dichiarato il comando operativo militare iraniano Khatam Al-Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di stato - Attendete le nostre azioni più schiaccianti, più ampie e più distruttive». (ats akr afp)
Richieste Usa «massimaliste e irrazionali»
L'Iran ha denunciato le richieste «massimaliste e irrazionali» degli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente, smentendo al contempo lo svolgimento di negoziati per un cessate il fuoco tra i due paesi nemici, secondo quanto riportato dai media iraniani. «Sono stati ricevuti messaggi tramite intermediari, tra cui il Pakistan, ma non ci sono negoziati diretti con gli Stati Uniti», ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dall'agenzia di stampa iraniana ISNA, aggiungendo che le richieste di Washington sono «massimaliste e irrazionali». «Siamo pronti a qualsiasi tipo di attacco, compreso un attacco terrestre», ha anche detto, citato dalla televisione di Stato, mentre il presidente americano Donald Trump aveva affermato che Teheran chiedeva un cessate il fuoco. (ats ans)
Kent esorta Trump a concludere il conflitto
Joe Kent, ex alto funzionario della sicurezza statunitense (ha guidato il National Counterterrorism Center) e prima figura di spicco ad abbandonare l'amministrazione Trump per la guerra in Iran, ha esortato il presidente a porre fine al conflitto al più presto possibile. «Onoriamo i nostri caduti imparando dal passato e versando sangue americano solo in difesa della nostra nazione. Il momento migliore per uscire da una guerra scelta è adesso, prima di perdere altre vite»., ha scritto su X. «Israele ha bisogno di un nostro impegno a tempo indeterminato, mentre noi cerchiamo una rapida fine della guerra. Abbiamo obiettivi drasticamente diversi da quelli di Israele e dobbiamo agire di conseguenza». (ats ans)
Gli attacchi non si fermano
Gli attacchi contro l'Iran non si fermano. Secondo la tv Al Arabiya, raid avrebbero colpito siti governativi sull'isola di Qeshm nello stretto di Hormuz mentre i media iraniani hanno riferito di attacchi al quartier generale dei Pasdaran nella città di Ahvaz, nel sud dell'Iran. (ats ans)
Cessate il fuoco: Teheran smentisce Trump
Poche ore prima dell'intervento alla Casa Bianca, Donald Trump aveva scritto su Truth che «il nuovo presidente del regime iraniano» voleva un cessate il fuoco. L'ambasciata iraniana ha respinto la definizione come «falsa e infondata». Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in una lettera ai cittadini americani, ha chiesto: «Quale preciso interesse del popolo americano è realmente servito da questa guerra?» (ats ans)
Abbattuti quattro droni in Arabia Saudita
Quattro droni sono stati intercettati e distrutti nelle scorse ore: lo ha dichiarato il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita.
Parla Trump, le borse reagiscono male
Dopo le parole di Trump il prezzo del petrolio è schizzato in alto e i mercati asiatici sono andati nettamente in territorio negativo. L’indice Nikkei 225 a Tokyo cede l’1,4%, il Kospi della Corea del Sud perde il 3,4% e l’Hang Seng di Hong Kong arretra dello 0,8%. I future statunitensi registrano un calo superiore allo 0,7%. Il Brent, riferimento internazionale del greggio balza del 5% a 106,22 dollari al barile. Il greggio statunitense di riferimento aumenta del 4,2% a 104,36 dollari al barile.
Back to the Stone Age.
— Pete Hegseth (@PeteHegseth) April 2, 2026
Ondate di missili iraniani contro Israele
L'esercito israeliano ha dichiarato che le difese aeree hanno risposto a ondate di lanci missilistici iraniani nelle prime ore di oggi, inclusi almeno due attacchi dopo il discorso alla nazione del presidente statunitense Donald Trump sulla guerra in Medio Oriente.
Dopo il primo raid la polizia ha affermato che gli agenti sono stati chiamati in «diversi» siti di impatto nel centro di Israele, nove secondo i media locali. Quattro persone sono rimaste leggermente ferite nell'area di Tel Aviv, secondo quanto riportato da fonti mediche. I media israeliani hanno attribuito i danni, estesi su un'area relativamente vasta, all'uso di munizioni a grappolo che esplodono a mezz'aria disperdendo piccole bombe. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime o danni a seguito dei successivi attacchi.
Nel nord di Israele le sirene antiaeree hanno suonato nelle prime ore di oggi avvertendo di possibili attacchi provenienti dal Libano. Il gruppo militante filoiraniano Hezbollah ha rivendicato il lancio di razzi contro le truppe israeliane nelle zone di confine e un attacco con droni contro un villaggio. Non sono state segnalate vittime né danni. (ats ans afp)
Gli obiettivi saranno completati «a breve»
«All'inizio dell'operazione Epic Fury ho detto che sarebbe andata avanti fino al pieno raggiungimento dei nostri obiettivi. Questa sera posso dirvi che siamo sulla strada per completarli a breve», ha aggiunto Donald Trump, precisando che «il cambio di regime non era obiettivo. Non abbiamo mai detto cambio di regime, ma è avvenuto perché tutti i leader sono morti. I nuovi sono più ragionevoli». Il commander-in-chief ha quindi insistito sul fatto che se non ci sarà un accordo tramite le vie diplomatiche. gli Stati Uniti colpiranno tutti gli impianti elettrici iraniani «probabilmente simultaneamente». Finora - ha osservato - «non abbiamo colpito il loro petrolio, anche se sarebbe stato il target più facile, perché farlo avrebbe significato non dare loro neanche una piccola chance di sopravvivenza o ricostruzione». (ats ans)
President Trump Delivers an Address to the Nation, Apr. 1, 2026 https://t.co/QgofMPWtzW
— The White House (@WhiteHouse) April 2, 2026
Alleati: ringraziamenti e bacchettate
Trump ha quindi ringraziato gli alleati in Medio Oriente (da Israele all'Arabia Saudita, passando per Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Kuwait) e puntato il dito contro i paesi che ottengono il loro petrolio tramite lo Stretto di Hormuz. «Noi non ne importiamo e non ne importeremo. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo decimato l'Iran economicamente e militarmente e ora i paesi che ricevono il greggio dallo Stretto dovrebbero prendersene cura. Andate allo Stretto e prendetelo», ha ribadito insistendo sull'idea che il passaggio riaprirà naturalmente una volta che la guerra sarà finita. (ats ans)
La guerra «un investimento per il futuro»
Trump ha poi cercato di rassicurare gli americani. «Considerate» la guerra con l'Iran «un investimento nel futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti». Un breve accenno lo ha fatto anche all'impatto economico del conflitto: i rincari della benzina «sono di breve termine. Gli Stati Uniti non sono mai stati più pronti economicamente, e siamo in splendida forma per il futuro». (ats ans)
Dito puntato contro Obama
«Sto facendo quello che nessun altro presidente era disposto a fare. Loro hanno fatto errori, io li sto correggendo», ha detto puntando il dito contro il «disastroso» accordo sul nucleare con Teheran di Barack Obama. «Nelle ultime quattro settimane, le nostre forze armate hanno conseguito sul campo di battaglia vittorie rapide, decisive e schiaccianti», ha messo in evidenza, precisando come gli Stati Uniti stanno «smantellando sistematicamente la capacità del regime di minacciare l'America o di proiettare la sua potenza oltre i propri confini. Siamo vicini a finire il lavoro e lo finiremo molto presto». (ats ans)
«Il lavoro è quasi completato»
Gli obiettivi militari sono vicini all'essere completati, il lavoro è quasi completato. Donald Trump si rivolge agli americani dalla Casa Bianca per la prima volta dall'inizio della guerra in Iran. Un discorso di 19 minuti in cui spiega il perché della guerra e assicura: colpiremo duramente l'Iran nelle prossime due-tre settimane, lo faremo tornare «all'età della pietra». E se non sarà raggiunto un accordo tramite le vie diplomatiche che sono in moto «colpiremo i loro impianti elettrici». (ats ans)
AFP
Afp



