Ti Press
SVIZZERA
21.04.2020 - 08:570

Sistema sanitario «debole», gli infermieri chiedono condizioni migliori

«Le richieste sono sul tavolo da anni», sostiene l'Associazione svizzera infermiere e infermieri.

Ora l'ASI ha deciso di scrivere una lettera aperta al Parlamento. Fra i punti sollevati, anche la «pericolosa» dipendenza dal personale proveniente dall'estero

BERNA - Gli applausi da soli non bastano: la pandemia di Covid 19 ha esposto senza pietà le debolezze del sistema sanitario svizzero. In una lettera aperta al Parlamento, l'Associazione svizzera infermiere e infermieri (ASI) chiede salari più elevati, migliori condizioni di lavoro e un rafforzamento della formazione.

«Le nostre richieste e le nostre argomentazioni sono sul tavolo da anni, ora devono finalmente seguire le azioni», spiega Yvonne Ribi, a capo dell'associazione, citata nella lettera trasmessa anche ai media.

Dipendenza estera «pericolosa» - La mancanza di materiale protettivo per il settore viene ritenuta uno scandalo, mentre la forte dipendenza dal personale sanitario proveniente dall'estero è considerata «pericolosa». «Se i Paesi confinanti avessero precettato i nostri colleghi che vi abitano per la propria assistenza sanitaria, la Svizzera sarebbe andata verso la catastrofe», denuncia l'ASI, secondo cui anche in tempi normali il personale lavora al di sopra del limite di stress mettendo a rischio la propria salute.

Lottare contro la carenza di personale - In Parlamento è attualmente pendente l'iniziativa popolare "Per cure infermieristiche forti". Il Consiglio nazionale ha già elaborato un controprogetto. Lo scopo è rivalorizzare le professioni del settore sanitario per lottare contro la carenza di personale e per far fronte all'invecchiamento della popolazione. Il dossier è nelle mani del Consiglio degli Stati e l'ASI ne chiede l'attuazione immediata.

L'associazione sottolinea inoltre che la Confederazione forma troppo pochi infermieri, mentre coloro che sono già formati lasciano la professione a causa degli oneri troppo elevati, a differenza di retribuzione e riconoscimento. «I nostri professionisti stanno pagando il conto di anni di fallimenti politici», critica Ribi.


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