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ZURIGO
14.10.2019 - 16:090
Aggiornamento : 18:04

Levata di scudi contro il divieto di consumare alcol sul lungolago

Per la Polizia il divieto indurrebbe un cambiamento di comportamento delle persone e faciliterebbe il compito delle forze dell'ordine

ZURIGO - L'idea di vietare il consumo di alcol sul lungolago di Zurigo per ridurre violenza e vandalismo, lanciata nei media dal capo della polizia cittadina una settimana fa, sta raccogliendo una raffica di critiche. L'ultima è di oggi ed emana dall'associazione Pro Nachtleben (per la vita notturna), che riunisce i partiti giovanili del capoluogo.

L'associazione si esprime all'indomani della pubblicazione sulla NZZ am Sonntag di un articolo dedicato alla presa di posizione del comandante Daniel Blumer. Questi, in un dibattito trasmesso dalla televisione svizzerotedesca SRF domenica 6 ottobre, ha detto di voler aprire la discussione su un divieto di portare armi e consumare alcolici in alcuni spazi pubblici, in particolare lungo l'Utoquai, la strada che costeggia la riva destra del lago in pieno centro a Zurigo. «È come se si dicesse: qui non c'è posto per alcol e armi», ha detto Blumer durante l'emissione Basler Zeitung Standpunkte, la cui responsabilità redazionale è del quotidiano basilese.

Per il comandante, che ha fatto riferimento alla pratica di varie città in area germanofona, il divieto indurrebbe un cambiamento di comportamento delle persone e faciliterebbe il compito delle forze dell'ordine.

Il problema della violenza e del vandalismo sulle rive del lago è incontestabile. L'ultimo esempio risale alla notte tra venerdì e sabato, quando proprio sull'Utoquai un 21enne e una 18enne sono stati feriti gravemente con un coltello. In merito alla vicenda oggi la polizia cantonale ha reso noto l'incarcerazione preventiva di un 16enne.

Alla televisione Blumer non ha voluto precisare come intendesse concretamente attuare il divieto e in quali perimetri. Il suo servizio mediatico, contattato dalla NZZ am Sonntag, ha indicato che per il momento non vi sono progetti precisi.

L'idea sembra comunque raccogliere solo dissenso. «La libertà di tutta la popolazione sarebbe limitata a causa di pochi autori di violenze», deplora ad esempio la consigliera nazionale Min Li Marti (PS/ZH), interrogata dal domenicale. Ma lo scetticismo è grande anche all'altro polo dello spettro politico: il consigliere nazionale Mauro Tuena (UDC/ZH), pur manifestando comprensione per le riflessioni di Blumer, si interroga sulla fattibilità di tali divieti. Per il democentrista bisognerebbe tornare a installare telecamere per identificare vandali e delinquenti. La polizia le ha recentemente tolte privilegiando, a titolo preventivo, una maggiore presenza di agenti e una migliore illuminazione pubblica.

Per Pro Nachtleben, oltre a questi due provvedimenti, va intensificato l'intervento del gruppo sip züri (sicurezza, intervento, prevenzione a Zurigo), che ha una vocazione di lavoro sociale.

Sull'efficacia dei divieti di consumo di alcol in perimetri circoscritti gli esiti delle pratiche adottate in Svizzera e all'estero non permettono di trarre conclusione definitive. Secondo il sindaco socialdemocratico di Vienna Michael Ludwig la proibizione imposta sulla piazza Praterstern ha permesso di «ridurre chiaramente il numero di delitti», scrive il domenicale. Divieti geograficamente circoscritti si sono rivelati utili anche nelle città tedesche di Monaco e Dresda, ha detto Blumer alla SRF. La città di Singen (D), alla frontiera col canton Sciaffusa, proprio la settimana scorsa ha imposto il divieto di consumo di alcolici nella zona pedonale.

In Svizzera proibizioni del genere sono appannaggio quasi esclusivo di Coira dove, dal 2008, chi beve in strada di notte viene multato. Questa norma, rimasta controversa, ora sarà quasi certamente abolita. Il Municipio ha proposto lo stralcio la scorsa estate perché da un lato la situazione in termini di sicurezza è migliorata e dall'altro l'attuazione della misura si è rivelata difficile.

A Zurigo finora l'ordinanza di polizia permette solo di vietare temporaneamente la vendita di birra in occasione di manifestazioni giudicate a rischio, come partite di calcio.

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