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L'imam in preghiera nella moschea di Kriens.
LUCERNA
10.10.2019 - 12:240

«Violenza per educare le donne», interrogato l'imam di Kriens

L'iracheno di aveva definito «lecito colpire la moglie» durante una predica. La Comunità islamica di Lucerna si distanzia: «Respingiamo ogni tipo di violenza. Il nostro obiettivo è l'integrazione»

KRIENS - È stato temporaneamente fermato e interrogato l'imam di Kriens (LU) che si dice abbia difeso nella locale moschea la violenza nei confronti delle donne per «educarle». La Comunità islamica di Lucerna (IGL), organizzazione cui fa capo il luogo di culto, prende le distanze dall'uomo, un 38enne di origine irachena.

Un portavoce della procura lucernese ha confermato oggi l'interrogatorio nei suoi confronti, come indicato dalle testate del gruppo Tamedia. L'imam è stato rilasciato, ha aggiunto, dato che non è stata disposta la carcerazione preventiva.

Il procedimento è però ancora in corso, ha precisato l'addetto stampa, ricordando che la procura ha avviato un'inchiesta a suo carico. Come sempre, ha concluso, vale la presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.

I fatti - riportati dalla SonntagsZeitung del 7 ottobre - risalgono a un venerdì dello scorso agosto, giorno di preghiera per i musulmani. Il ricorso a colpi leggeri nei confronti di una consorte indisciplinata, avrebbe dichiarato l'imam, sarebbe lecito qualora altre misure, come il dialogo, non dovessero avere effetto. Egli avrebbe paragonato un simile provvedimento all'educazione dei bambini.

Nel frattempo la IGL ha preso pubblicamente posizione sulla vicenda attraverso un comunicato. «Ci distanziamo dalle prediche che invocano il crimine e la violenza», si legge nella nota. L'organizzazione respinge qualsiasi forma di violenza, aggiunge.

«Il nostro obiettivo è promuovere l'integrazione in Svizzera», afferma Petrit Alimi, presidente dell'IGL, citato nella nota, ricordando che la Comunità islamica di Lucerna sta affrontando la sfida della professionalizzazione. Essa consiglia ad esempio alle moschee di controllare i sermoni in anticipo e documentarli con registrazioni audio.

Giunto in Svizzera nel 2007 - il predicatore sarebbe giunto in Svizzera nel 2007 in qualità di richiedente asilo. Nel 2015, le autorità avevano già indagato sull'uomo per presunte attività di sostegno al terrorismo, ma nel processo del 2016 davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona era stato assolto. Tre altri iracheni accusati del medesimo crimine, erano invece stati condannati. L'Imam aveva ricevuto un indennizzo di 1092 franchi.

1 sett fa «Lecito colpire la moglie per educarla», Imam nei guai
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