ZURIGO / ITALIA
21.10.2016 - 16:160
Aggiornamento : 18:23

Credit Suisse, c'è l'accordo con l'Italia: pagherà 109 milioni di euro

La cifra complessiva include multa, imposte, interessi di mora e infrazioni amministrative

ZURIGO / MILANO - Credit Suisse ha trovato un accordo nella vertenza fiscale con le autorità italiane per le sue attività bancarie transfrontaliere e si è impegnato a pagare in tutto 109,5 milioni di euro.

Sanzioni, imposte e interessi di mora da pagare all'Agenzia delle entrate ammontano a 101 milioni di euro, cui si aggiungono 8,5 milioni per infrazioni amministrative in relazione a una presunta maxi frode-fiscale realizzata attraverso false polizze assicurative.

Gli 8,5 milioni sono il frutto di un patteggiamento con la Procura di Milano. L'accordo è stato raggiunto tra i legali dell'istituto di credito e i procuratori Francesco Greco, capo del pool dei reati economici, e Gaetano Ruta. Ora la parola passa al giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere sul patteggiamento.

«Credit Suisse AG - si legge in una nota dell'istituto diramata oggi dopo che sull'accordo aveva informato l'agenzia stampa Reuters - accoglie favorevolmente il raggiungimento di questa soluzione. La banca intende continuare a offrire il proprio servizio alla clientela italiana e riconferma il proprio impegno verso l'Italia, che rappresenta un importante mercato per Credit Suisse AG. Con il presente accordo si chiude l'indagine condotta dalle autorità italiane relativa alle passate attività transfrontaliere di Credit Suisse AG con clienti italiani».

Credit Suisse è stato oggetto di un'indagine penale avviata nel dicembre 2014 che ha comportato complesse verifiche su 13-14 mila persone, le quali avrebbero trasferito su conti esteri circa 14 miliardi di euro, rammenta l'agenzia stampa italiana Ansa. Sotto il faro della magistratura sono finite una serie di operazioni effettuate tra il Liechtenstein e le isole Bermuda in relazione a polizze assicurative che, secondo l'accusa, sarebbero state soltanto un escamotage studiato da funzionari della banca svizzera per consentire a clienti italiani di portare denaro oltre il confine e nasconderlo all'erario.

Coinvolta nella vicenda - rammenta ancora l'Ansa - è la casa madre svizzera mentre risultano estranei ai fatti la controllata Credit Suisse Italy Spa e le altre società italiane del gruppo.

La notizia di un accordo imminente era stata anticipata martedì scorso dal sito de "Il Sole 24 ore", che aveva parlato di un versamento di circa 100 milioni di euro per chiudere il contenzioso.

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