Keystone
RUSSIA 2018
15.07.2018 - 11:010

Il "Piccolo Diavolo" che illumina la Francia

Antoine Griezmann, per diventare il campione che ora conosciamo, da ragazzo fu costretto a salutare casa e famiglia e trasferirsi a trenta chilometri dal confine con la Spagna

MOSCA (Francia) - Se Mbappé ne è la sfrontatezza della gioventù, se Pogba, Matuidi e Kanté ne sono i muscoli, Antoine Griezmann è senza dubbio l’anima e la fantasia di questa Francia. Nessuno in questo Mondiale ha saputo essere decisivo come lui. Non stiamo parlando dei tre gol e due assist messi a segno finora, ma del fatto che un suo tocco sia presente in tutte le ultime dodici marcature della nazionale francese. A volte le sue giocate illuminano la scena, ricordate la punizione calciata sull’incrocio dei pali della porta argentina, altre volte pare eclissarsi e sparire. È un inganno però. Quando ti accorgi nuovamente di lui è perché probabilmente sta già esultando. Chiedere a Muslera informazioni nel merito.

Eppure per le Petit Diable, non sempre è stata gloria. Per diventare il campione che ora conosciamo, l’allora tredicenne Antoine, fu costretto a salutare casa e famiglia e trasferirsi a trenta chilometri dal confine con la Spagna. A Bayonne per l’esattezza, dove andava a scuola prima di affrontare il quotidiano viaggio di trenta chilometri per raggiungere San Sebastián e il campo d’allenamento del Real Sociedad.

In patria le giovanili dei top club non volevano saperne di lui. Bravo sì, ma troppo piccolo, troppo gracile, almeno per i dirigenti del Lione. Éric Olhats, osservatore della Real Sociedad, sarà l’unico a intravedere ciò che sarebbe potuto essere. Adesso Olhats è ancora una delle voci alle quali Griezmann è solito dare ascolto. Nonostante sia partito a soli 13 anni, Antoine non ha mai dimenticato Macon, la sua città natale, dove ogni anno organizza i campus “Sfida Griezmann”, per permettere ai giovani talenti di mettersi in luce.

Questa sera, dopo abbondanti sorsate all’inseparabile termos di mate (bevanda sudamericana simile al the) le Petit Diable sarà pronto a trascinare ancora una volta la Francia. Nel tentativo di trovare ai suoi 175 centimetri d’altezza, un posto fra i giganti della storia del calcio.

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