HOCKEY«Certi giocatori si possono sfruttare meglio. Il mio progetto? Il post-carriera è delicato e...»

10.02.22 - 11:08
Michaël Ngoy sulla prima uscita della Nazionale alle Olimpiadi ma anche sul suo nuovo progetto che avanza a gonfie vele.
Reuters/Freshfocus
«Certi giocatori si possono sfruttare meglio. Il mio progetto? Il post-carriera è delicato e...»
Michaël Ngoy sulla prima uscita della Nazionale alle Olimpiadi ma anche sul suo nuovo progetto che avanza a gonfie vele.
«Per tanti è facile rimanere nel mondo dell’hockey, ma non tutti lo desiderano e io ho pensato a quest'ultima categoria di persone».
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FRIBORGO - Esordio con sconfitta per la Nazionale elvetica di Patrick Fischer alle Olimpiadi di Pechino. Contro la Russia i nostri ragazzi hanno offerto una prestazione difensivamente solida ma troppo timida in attacco: ne è scaturito un 1-0 di difficile lettura. Solo le prossime partite, a partire da quella di venerdì contro la Repubblica Ceca, ci potranno fornire qualche indicazione in più.

Un incontro, quello di mercoledì mattina, che non ha convinto l'ex difensore dell'Ambrì Michaël Ngoy. «Vista la qualità della squadra e il suo valore il gioco offensivo è stato povero. Tolti i cinque minuti conclusivi, abbiamo creato davvero poco. In difesa, per contro, abbiamo fornito una prova molto solida. Buono anche il powerplay».

Entrando nel dettaglio, dove si può fare meglio?
«In generale a livello di sistema di gioco. In contingente ci sono elementi del calibro di Andrighetto e Hofmann, giocatori ai quali piace pattinare con il disco e sfruttare la loro velocità. Buttare il disco nell’angolo e pedalare andando a caccia dello stesso, a mio modesto avviso, non è il gioco che si addice a questa squadra. Questo è il sistema che grossomodo utilizza l'Ambrì, compagine che però non può contare sui giocatori che ha la Nazionale. Con questo gruppo penso si possa fare molto di più...».

Ti aspetti dei cambiamenti in vista della gara di venerdì contro la Repubblica Ceca?
«Sì, bisogna cambiare qualcosa. Non penso che andare a rincorrere il disco nell'angolo sia ideale per un gruppo simile».

Dal ghiaccio olimpico alla scrivania: Michaël Ngoy ha totalmente cambiato vita una volta appesi i pattini al chiodo...
«Sto portando avanti il mio progetto sul quale lavoro da anni. Inizialmente era pensato solo per i giocatori professionisti, per aiutarli nel pianificare il loro post-carriera. Dopo mi sono reso conto che le domande arrivavano persino da persone comuni. Ho diversi giocatori che seguono questi corsi, come ad esempio Loeffel, Sprunger e Jelovac».

Come funziona?
«È quasi tutto online, abbiamo una decina di formatori che lavorano per noi. Lo scopo è quello di offrire agli iscritti un diploma, da far valere una volta terminata la carriera. Per tanti è facile rimanere nel mondo dell’hockey, ma non tutti lo desiderano e io ho pensato a quest'ultima categoria di persone. Evidentemente, per poter iniziare un nuovo percorso una volta chiusa la carriera sportiva, serve un diploma e noi offriamo un brevetto federale di business & management. È un diploma di ottimo livello…».

Quanto è difficile "crearsi un futuro" una volta che i riflettori si spengono?
«È un passo spesso delicato. Arrivi da 15-20 anni con una qualità di vita molto alta. Hai guadagnato tanti soldi, hai avuto parecchio tempo libero e anche tanta visibilità. Una volta che tutto questo finisce non è semplice. Io offro l'opportunità di "ammorbidire" questo passo...».

E l'hockey ti manca?
«Assolutamente no. Avrei potuto smettere due-tre stagioni fa e devo dire che ero già pronto. In seguito però ho deciso per ben due volte di fare un anno in più, ma nella mia testa e nel mio cuore non vedevo l’ora di lanciarmi in qualcos’altro. Devo ammettere che l'ultima stagione, durante la quale abbiamo giocato spesso senza pubblico, è stata davvero poco stimolante. Quando arrivi a 35 anni non scendi sul ghiaccio per crescere, ma per divertirti e per le emozioni della partita. E queste, senza tifosi, sono mancate terribilmente».

COMMENTI
 
Evry 11 mesi fa su tio
Il,Pescatore va sostituito al più presto senza commenti. speriamo
Evry 11 mesi fa su tio
l'operato del Pescatore sognatore non ha mai convinto e non ha portato a niente.... soldini buttati al vento.
Evry 11 mesi fa su tio
Bendetto, abbiamo un Coach con la testa nelle nuvole e senza idee chiare ¨si potrebbe accoppiare con quello della leventina, auguri ma....
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