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HCAPL'operazione Cajka ma non solo: parla Paolo Duca

20.01.22 - 21:51
Il d.s. biancoblù sulla partenza del giocatore: «Ci dispiace per Cajka, ma per noi Moses è una buona soluzione»
TiPress
L'operazione Cajka ma non solo: parla Paolo Duca
Il d.s. biancoblù sulla partenza del giocatore: «Ci dispiace per Cajka, ma per noi Moses è una buona soluzione»
«Con lui avevamo discusso in diverse circostanze nel mese di dicembre e già da quei colloqui era emerso il suo desiderio di proseguire la carriera altrove».

AMBRÌ - È notizia di questa mattina che l'Ambrì ha ceduto al Rapperswil il giovane di prospettiva Petr Cajka, in cambio della sicurezza di poter contare su Steve Moses almeno fino al 1. marzo. Come leggere questa mossa, che inevitabilmente sta facendo molto discutere? Ce lo ha spiegato il direttore sportivo dei leventinesi Paolo Duca, con il quale abbiamo pure discusso delle dinamiche di mercato ai tempi della pandemia. 

«Mercoledì ho avuto un colloquio telefonico con il direttore sportivo del Rapperswil Janick Steinmann, che mi ha spiegato come la sua squadra sia alle prese con qualche infortunio. La loro intenzione era dunque quella di richiamare Steve Moses. Come alternativa mi ha proposto quanto comunicato oggi, abbiamo quindi trovato questa soluzione che ci permette di usufruire del loro giocatore almeno fino al 1. marzo senza versare nessun compenso economico ai Lakers. Dopo l'addio di Kozun abbiamo sempre cercato una soluzione per rimpiazzarlo, ma visto il cambiamento delle condizioni questa era la soluzione migliore». 

Cajka sarebbe comunque partito a fine stagione?
«Con lui avevamo discusso in diverse circostanze nel mese di dicembre e già da quei colloqui era emerso il suo desiderio di proseguire la carriera altrove. Alla luce di ciò, con la decisione odierna abbiamo soltanto anticipato la sua partenza. Nel Rapperswil Petr conosce molto bene sia l'allenatore Stefan Hedlund che il direttore sportivo Janick Steinmann, coi quali aveva già lavorato ai tempi dell'EVZ Academy».

L'Ambrì perde un ragazzo interessante di prospettiva...
«A malincuore sì, abbiamo rinunciato a un giocatore che sicuramente ha tanto potenziale. A mio avviso, però, gli è mancata un po' di pazienza nel completare il processo di crescita e maturazione. Con il disco è molto bravo e dispone di qualità offensive importanti. È nel gioco senza disco che deve ancora migliorare ed era sulla buona strada».

Il peso di uno straniero a questo punto della stagione era troppo importante per voi?
«La presenza di Moses per noi è importante. Quando abbiamo due partite ravvicinate, D'Agostini fa fatica a disputarle entrambe. Dopo il lungo stop non è ancora ai livelli ai quali ci aveva abituato. Anche per questo non volevamo rischiare di trovarci scoperti».

Anche perché oggi i pre-playoff non sono irraggiungibili...
«Esattamente. Abbiamo sicuramente lasciato troppi punti per strada, ma la qualificazione è ancora possibile. Nonostante le diverse sconfitte, siamo sempre rimasti in partita. Prendiamo il Ginevra: ha iniziato a vincerne alcune e con la fiducia al top ha risalito la china. Ci sono ancora 14 partite, non sono poche: l'obiettivo dei pre-playoff è realistico». 

Quanto è cambiato il mercato in tempi di pandemia?
«Se restiamo al presente la recente rinuncia della NHL a partecipare alle Olimpiadi ha cambiato diverse dinamiche. Alcuni club che prima erano disposti a lasciar partire determinati giocatori hanno cambiato idea, perché si sono resi conto che il rischio di perderne altri era molto alto. Fino a qualche settimana fa quindi era più semplice operare».

Un giocatore ora dà maggiormente peso alla durata del contratto rispetto al compenso economico?
«In parte sì. Il fattore-sicurezza in questo periodo gioca un ruolo importante. È un po' la tendenza alla quale stiamo assistendo anche nel nostro club. Come società, se non hai dubbi su attitudine e impegno, allora vale la pena offrire a un giocatore un accordo duraturo».

Quanto ti dispiace che Pestoni non sia stato convocato per le Olimpiadi?
«Sicuramente Inti sta facendo molto bene, ma in Nazionale la concorrenza è davvero agguerrita. Ad ogni modo ai Giochi mancano ancora tre settimane e sappiamo tutti come le cose possano cambiare molto velocemente».

COMMENTI
 
Findus 5 mesi fa su tio
Bla bla bla Duca Hai preso tre stranieri al mercato del pesce e D’Agostini a quello dell’usato Toppato alla grande e stagione persa cajka troppo bravo per l’Ambri Buon per lui e noi teniamo Trisconi che con il disco è scarso scarso ma lotta, prendendo penalità su penalità Stagione penosa e qualcuno dovrebbe assumere le responsabilità Ci salva il COVID ancora dalla retrocessione
cle72 5 mesi fa su tio
Ma finiscila! Forse dimentichi le difficoltà economiche e l Ambri si sa non naviga nell'oro. Gli stranieri forti hanno un prezzo.
Bibo 5 mesi fa su tio
Vedo che vuoi fare concorrenza a Evry per prendere il posto di Duca e Cereda, magari potresti puntare come lui anche alla nazionale! Cajka è sicuramente un buon giocatore ma attualmente non è ancora da livello serie A infatti ha giocato quasi semprea Biasca, e se vuole partire per fare altre esperienze fa bene.
Findus 5 mesi fa su tio
si si certo il solito alibi. La verità é che con una squadra (e un budget) cosi si doveva fare molto molto meglio. E invece: - abbiamo gli stranieri più scarsi degli ultimi 30 anni - a livello di gioco siamo monotematici, non abbiamo varianti - a livello fisico siamo pessimi (!) Ma tranquillo tout va bien madame la marchise Nessuno osi criticare il duo ticinese
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