«Non si possono soltanto cercare scorciatoie»

Angelo Renzetti ha parlato del fallimento mondiale degli azzurri: «Me lo aspettavo»
Sul "caso-Bottani": «La società fa i suoi calcoli. L'unico errore è stato quello di mettere Bottani su tutti i cartelloni pubblicitari».
Angelo Renzetti ha parlato del fallimento mondiale degli azzurri: «Me lo aspettavo»
Sul "caso-Bottani": «La società fa i suoi calcoli. L'unico errore è stato quello di mettere Bottani su tutti i cartelloni pubblicitari».
LUGANO - L'eco del fallimento italiano sta facendo molto rumore anche nel nostro Cantone. Da questa mattina tra notizie, blog e social il dibattito sulla sconfitta con la Bosnia ha scaldato gli animi delle principali piattaforme ticinesi. Il pallone azzurro, per la terza edizione di fila, non sarà rappresentato al ballo delle nazionali migliori al mondo. Ciò significa che l'astinenza dell'Italia dal Mondiale avrà una durata di almeno 16 anni e si protrarrà come minimo fino all'edizione 2030 che si terrà in Spagna, Marocco e Portogallo.
Ma cosa sta succedendo nella vicina Penisola? Ne abbiamo parlato con l'ex presidente del Lugano Angelo Renzetti, uno che il calcio italiano lo conosce come le proprie tasche. «Prevedevo ci potesse essere una débâcle simile. Dopo che per la terza volta l'Italia non si è qualificata per un Mondiale, penso non ci sia più niente da dire. Urge una rifondazione totale, ma non soltanto a parole. Credo che quanto successo ieri rifletta un po' la situazione del Paese, che inevitabilmente coinvolge anche il calcio».
A cosa si riferisce?
«Posso parlare perché certe situazioni le ho vissute in prima persona quando ero presidente del Lugano. Spesso procuratori e genitori cercano varie scorciatoie per i ragazzi, affinché arrivino in alto nel minor tempo possibile. Anche i giornalisti enfatizzano troppo il loro calcio, non rendendosi conto che il prodotto si è deteriorato molto negli ultimi anni. Purtroppo il calcio italiano è diventato un'ipocrisia. C'è troppa gente che lucra sulle speranze dei ragazzi... Non va bene perché alla fine i risultati sono quelli che abbiamo visto ieri sera».
Da dove bisognerebbe ripartire?
«È ora che alle parole seguano i fatti. Bisogna avere la volontà di rifondare un po' il tutto. Non si può andare avanti cercando scorciatoie. Secondo me, oggi, l'Italia deve ripartire dalla sua U21, investendo denaro e risorse su questa squadra, che rappresenta il futuro del calcio della vicina Penisola. Il suo allenatore Silvio Baldini mi sembra l'uomo giusto per far crescere questa squadra. Altrimenti continuano a girare i soliti personaggi... Bisogna cancellare il passato, ripartendo con umiltà. Gravina? Sembrava che dovesse fare chissà cosa, ma anche lui alla fine si è rivelato un politico».
Cambiando decisamente tema, e tornando al pallone nostrano, non potevamo non chiedere a Renzetti un'idea sul "caso-Bottani"...
«Bottani ha fatto la sua carriera con tutti i suoi pregi e difetti. Secondo me avrebbe potuto fare di più, ma se guardiamo la carriera ha anche ottenuto tanto. Ha avuto tanta visibilità e tutto quello che ha raggiunto se l'è meritato. Forse gli è mancato un po' quello spirito di voler arrivare ancora più in alto, senza però dimenticare i tanti infortuni che ha avuto. Il ruolo della società? Giustamente fanno i loro calcoli... L'unico errore del club è stato quello di mettere Bottani su tutti i cartelloni pubblicitari. Tale aspetto, alla fine, ha dato molta più enfasi a questo distacco».






