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NAZIONALE«Abbiamo due caratteri forti, vogliamo dare tutto per la Nazionale»

11.06.22 - 20:20
Il capitano e il tecnico, arrivati sorridenti, hanno parlato alla vigilia del match col Portogallo.
keystone-sda.ch / STF (JEAN-CHRISTOPHE BOTT)
«Abbiamo due caratteri forti, vogliamo dare tutto per la Nazionale»
Il capitano e il tecnico, arrivati sorridenti, hanno parlato alla vigilia del match col Portogallo.
Domenica a Ginevra la Svizzera andrà a caccia dei primi punti dopo i preoccupanti ko contro Cechia (2-1), Portogallo (4-0) e Spagna (1-0).

GINEVRA - Uscita a mani vuote e con tanti dubbi dai primi tre impegni in Nations League, la Svizzera si prepara al secondo round col Portogallo, atteso domani sera allo Stade de Genève. Alla vigilia del match, dove si cercheranno i primi punti e di prendersi una rivincita dopo il netto 4-0 incassato a Lisbona, hanno parlato in conferenza stampa Murat Yakin e Granit Xhaka.

Per mettere a tacere le voci di rotture e malumori nello spogliatoio, ha preso subito la parola capitan Xhaka. «Onestamente non so da dove nascano queste voci che parlano di un problema tra me e il mister - ha spiegato il centrocampista, finito nel mirino della critica dopo le ultime performance - Il nostro rapporto è ottimo. È il rapporto di un giocatore con il suo allenatore. Dopo la partita di Praga (sconfitta 2-1 con la Cechia, ndr) ho solo risposto a una domanda relativa al mio posizionamento in campo. Era sbagliato dire così? Non lo so, ma nelle mie parole non c’erano critiche al ct. Lo stile diverso rispetto a Petkovic? È un bene che ogni allenatore venga con la sua filosofia. Adesso abbiamo perso tre partite, ma non vuol dire che sia tutto da “buttare”. Stiamo lavorando. Già giovedì contro la Spagna, nel secondo tempo, abbiamo mostrato buone cose. Sono sicuro che ci riusciremo anche col Portogallo».

Anche Murat Yakin, arrivato sorridente, ha ribadito il concetto. «Siamo una squadra e tra noi non c'è alcun problema. Sia io che Granit vogliamo dare tutto per la Nazionale. Abbiamo caratteri forti, ma voglia la stessa cosa: il bene per la Svizzera. Granit è il leader in campo e lo rimarrà».

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