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06.04.2021 - 11:220
Aggiornamento : 16:00

«City e Dortmund non proveranno a nascondersi. Bayern? Bravi a scacciare il malessere»

Torna la Champions, tornano le stelle. I duelli dei quarti sotto la lente di Paul Schönwetter.

«Real-Liverpool? Assenze pesanti tra i Reds, in questo momento vedo meglio i Blancos. Il Porto mi piace, tifo sempre per gli outsider. Lì i talenti crescono come funghi...»

MANCHESTER - L’urna di Nyon ha fatto il suo dovere e regalato duelli da brividi, ora tocca ai campioni accendersi e incantare nel firmamento Champions. Questa sera scattano i quarti di finale della massima competizione europea, con sfide mozzafiato e stelle pronte a brillare. Se nell’assalto alla coppa delle grandi orecchie si parlerà ancora prevalentemente inglese - tre le squadre di Premier ancora in lizza -, sono con la lancia in resta anche le tedesche, con Bayern Monaco e Borussia Dortmund capaci sin qui di avanzare con autorità anche grazie alle loro bocche di fuoco. I bavaresi hanno infatti già segnato ben 24 gol (in 8 match), i gialloneri ne hanno fatti 17.

Tra le magnifiche otto anche una francese - quel PSG sempre a caccia del bersaglio grosso -, una spagnola e una portoghese, ovvero il Porto, capace di eliminare e "inguaiare" la Juve. Con Paul Schönwetter, bavarese DOC e grande esperto di calcio internazionale, abbiamo messo sotto la lente i duelli dei quarti, partendo da un incrocio che promette scintille.

«City e Dortmund interpretano il calcio in maniera divertente, sono certo che non vedremo due squadre intenzionate a nascondersi - interviene l’ex allenatore di Locarno, Chiasso, Bellinzona e Lugano - Hanno una filosofia di gioco molto chiara e sono due club capaci anche di comprare bene. Hanno vinto tante scommesse senza buttare soldi. Il Dortmund è un team giovane che vive di velocità, ma in Bundes sta zoppicando e sono convinto che il City, sull’arco delle due partite, resti super-favorito. Tanto più se dovesse riuscire a bloccare subito le sue fonti di gioco. Haaland? Si è costruito step-by-step senza sbagliare una mossa. È stato oculato anche nel suo passaggio dal Salisburgo al Dortmund: in futuro non mi sorprenderebbe vederlo proprio in Inghilterra».

Stasera a Madrid, nel remake della finale 2018, ci saranno invece in campo qualcosa come 19 Champions: 13 quelle vinte dal Real, 6 dal Liverpool.
«I Reds hanno Salah, Mané e Firmino che possono fare male a chiunque, ma in questo momento hanno anche un grosso problema in difesa dovuto ai tanti infortuni come quello di Van Dijk. Allo stato attuale vedo meglio il Real, tornato prepotentemente in corsa anche nella Liga, che a mio avviso alla fine vincerà. Per il Liverpool, quinto in Premier e a rischio qualificazione per la prossima Champions, è il momento di tirar fuori la benzina rimasta in corpo. Se ne ha. Parlando di singoli vorrei soffermarmi solo un momento su Firmino, di cui si parla troppo poco. Non è un 9, non è un 10, ma “naviga” per tutto il campo e su tutto il fronte offensivo. È un grande valore aggiunto».

Domani sarà poi il momento di Bayern-PSG, rivincita della finale dello scorso anno.
«Altro incrocio intrigante. Al Bayern manca Lewandowski, ma sanno sempre trovare una soluzione. Mi aspetto Choupo-Moting, ex PSG, in attacco. Ai parigini non è mai stato titolare e avrà voglia di riscatto. Sono dell’idea che i francesi abbiano qualcosa in meno, ma non li vedo male. Riguardando la finale della scorsa edizione ci si accorge di quanto avevano creato. Sullo 0-0 Neuer era stato decisivo».

Certo il Bayern, dopo aver allontanato Niko Kovac nel novembre 2019 per affidarti a Flick, è tornato ad essere un’autentica corazzata.
«Davanti fa paura e a volte ti travolge in un batter d’occhio. Mi impressiona la loro capacità di verticalizzare il gioco. Alaba è in grande forma, Boateng è rinato. Giocatori come Kimmich e Goretzka sono dominanti. Con Flick sono stati bravissimi nello scacciare il malessere che si era creato. Kovac era riuscito nell’impresa di portarsi tutti contro. Ricordo delle dichiarazioni su Müller con cui si era inimicato praticamente tutta la Baviera… (ride, ndr)».

L’ultimo incrocio - sulla carta un po’ meno “sexy” - è quello tra Porto e Chelsea. 
«Queste però sono le sfide che mi piacciono, faccio sempre il tifo per gli outsider. Magari non sarà la partita più bella del mondo, ma poi conta avere la benzina al momento giusto e tutto può accadere. Il Chelsea non mi affascina, ma Tuchel ha messo ordine. Lui è tosto. Ha dato solidità. Il Porto e la scuola lusitana invece mi piacciono molto. C'è una cultura calcistica fantastica. Formano, vendono e poi hanno subito altri giocatori pronti. Cresce sempre qualcuno, sono come i funghi. Mi piace dire che sono ragazzi a cui è il pallone a chiedere di poter giocare con loro. E non il contrario...», conclude Paul Schönwetter.

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keystone-sda.ch (Catherine Ivill / POOL)
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