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L'OSPITE - ARNO ROSSINI
10.07.2019 - 07:300
Aggiornamento : 11.07.2019 - 10:04

Inter, una delusione a Lugano: piangono tifosi e commercianti

Fossero stati più "aperti", i nerazzurri avrebbero potuto attirare in Ticino migliaia di fan. Invece ci sono solo barricate. Arno Rossini: «Un autogol clamoroso»

LUGANO - L'Inter è a Lugano ma, in fondo, non molti se ne sono accorti. O almeno, precisiamo. Che i nerazzurri sono qui lo sanno tutti. Questa certezza non è però data dall'aver incrociato Conte&CO, bensì per le misure di sicurezza prese intorno a Cornaredo e a Villa Sassa.

Transenne, cartelloni oscuranti, zone vietate, addetti alla sicurezza... d'accordo con la Città, il club meneghino ha pensato proprio a tutto per poter lavorare al riparo da sguardi indiscreti.

"Giusto così", dicono quelli per i quali la tranquillità è sacra. "Esagerazione", rispondono quanti avevano pensato di approfittare delle sedute ticinesi per avvicinare qualche idolo della Beneamata.

Chi ha ragione?
«Gli allenamenti a porte chiuse dell'Inter sono un autogol clamoroso, sono una delusione - ha sottolineato Arno Rossini - Un evento del genere avrebbe potuto lasciare il segno e invece...».

Forse però lavorare senza distrazioni è necessario.
«La scelta di muoversi senza pubblico è totalmente dello staff tecnico dei nerazzurri. Di Antonio Conte in particolare. Credo che il mister, un sergente di ferro, abbia voluto dare un segnale forte, abbia voluto far capire al suo spogliatoio che, rispetto al passato, tutto sarà diverso. La linea dura è un po' il suo marchio di fabbrica».

Non può essere invece che, a livello tattico, l'allenatore salentino voglia già cominciare a plasmare la squadra? In questo caso avrebbe senso non mostrare i propri segreti.
«Non è così. Per nulla. La prima parte della preparazione estiva è ovunque caratterizzata da test e lavoro fisico. A dare indicazioni e ordini al gruppo è solitamente il preparatore atletico, mentre il mister osserva da lontano. Solo quando tutti i giocatori hanno raggiunto una condizione fisica accettabile comincia davvero il lavoro tattico e, quindi, entra in gioco il tecnico. Ma ci vogliono due-tre settimane. Questi allenamenti a porte chiuse sono insensati».

Chi ci perde sono esclusivamente i supporter.
«Il calcio è dei tifosi; deve essere chiaro. Che senso ha fare uno spettacolo a teatro e non invitare nessuno? A perderci, a causa di quella che io considero una pessima mossa di marketing, sono di certo gli appassionati. Oltre a Lugano e al Ticino, ovviamente».

Per la visibilità che non ci sarà?
«No, perché stiamo parlando dell'Inter, uno tra i club più conosciuti e seguiti al mondo. Siamo a un centimetro dall'Italia, con un ritiro normale, da queste parti sarebbero arrivati migliaia di tifosi. Migliaia. Tutti avrebbero frequentato Cornaredo, tanti avrebbero visitato la città. Commercianti, albergatori... in molti avrebbero potuto approfittare del traffico di curiosi».

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