Pacioretty torna a casa: le verità nascoste

I problemi di salute? C'entrano poco col rientro negli States di Max, la stella NHL meno influente della LNA. E Constantine, lasciandolo fuori, si è tirato la zappa sui piedi
I problemi di salute? C'entrano poco col rientro negli States di Max, la stella NHL meno influente della LNA. E Constantine, lasciandolo fuori, si è tirato la zappa sui piedi
AMBRÌ – "Sentito il parere del proprio Staff medico l'HCAP ha deciso di assecondare la richiesta del giocatore Max Pacioretty di poter rientrare subito in America per motivi di salute”. Davanti a un comunicato del genere non si può far altro che alzare bandiera bianca. Va bene salvare la faccia e il nome però, dopo gli avvenimenti degli ultimissimi giorni, ad Ambrì potevano risparmiarsi la scusa “di copertura” per giustificare il ritorno a casa della loro stella NHL.
La verità, che nessuno dice ma che tutti sanno, è che il giocatore – e chi ha messo mano al portafogli per farlo venire al di qua dell’oceano – non ha per nulla gradito l’esclusione alla squadra dell’ultimo weekend. E nemmeno, aggiungiamo noi, i minuti sul ghiaccio in una posizione diversa da quella a cui era abituato.
La polemica è scoppiata subito dopo il match vinto contro il Davos. Non vedere Max sul ghiaccio ha sorpreso tutti, perfino chi, dal Nord America, si era sobbarcato una trasferta lunghissima per poterlo applaudire e fotografare.
E lui, il 24enne di New Canaan? Ha fatto buon viso a cattivo gioco dichiarando, ai giornalisti canadesi di LaPress.ca: “Non voglio pestare i piedi a nessuno. Non ci vuole molto perché la gente cominci a pensare che sto cercando un trattamento speciale, mentre questo non è il mio caso". Queste frasi, le solite date in pasto alla stampa, non sono tuttavia riuscite a placare la fame di notizie e verità che contraddistinguono i tifosi e gli addetti ai lavori.
Proprio da questi, dai soliti beninformati, si è saputo che, condizione fisica approssimativa a parte, Pacioretty ha alzato i tacchi proprio per il trattamento ricevuto. Essere considerato l’ultimo straniero di una squadra in fondo alla classifica del campionato svizzero, l’uomo da sacrificare, lo ha mandato su tutte le furie. “In queste condizioni – questa è una nostra interpretazione di quello che potrebbe aver pensato – è meglio stare a casa ad aspettare che il lock-out finisca”.
Ad Ambrì l’hanno presa male. Nel CdA c’è infatti stata una vera e propria spaccatura tra i sostenitori di Max sul ghiaccio e quelli della squadra che vince senza giocatore NHL. Alla fine il buonsenso… non ha vinto: la star è tornata a casa e alla Valascia sono rimasti con in mano un pugno di mosche. Oltre che con una grande arrabbiatura verso chi, tutto questo putiferio, l’ha involontariamente creato. Chi? Colui il quale ha spedito il buon Pacioretty in tribuna…









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