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07.04.2021 - 10:350

Bellinzona: nuove officine e posti di lavoro complessivi

Henrik Bang, Candidato al Municipio per l’unità di sinistra e Co-relatore messaggio 7548

BELLINZONA - Nella storia vi sono delle professioni estinte quali il lampionaio, il sistematore di birilli, il tagliatore di ghiaccio e vi sono delle professioni che si estingueranno o che verranno delocalizzate per svariati motivi, spesso da noi, non influenzabili.

Attualmente presso le vecchie officine sono attive ca. 370 unità a tempo pieno, principalmente, in una tipologia di lavoro (manutenzione pesante delle locomotive cargo di vecchia generazione) che andrà a scomparire da Bellinzona perché le FFS non saranno, in futuro, più proprietarie delle stesse locomotive. Nel 2018 le FFS possedevano 319 locomotive di vecchia generazione, oggi sono 226, nel 2026 saranno ancora 109, per arrivare nel 2035 a 0 (zero). La manutenzione non è più decisa dalle FFS, per il semplice fatto che le locomotive vengono oggi “acquistate” in leasing e sono i fornitori che decidono dove revisionarle (tendenzialmente a sud e a nord della rete europea ovi i costi sono inferiori).

Per fortuna grazie alla resistenza degli operai, al sostegno della popolazione e della politica in Ticino avremo una nuova officina, che farà la manutenzione dei nuovi elettrotreni viaggiatori (di proprietà delle FFS) lunghi oltre 200 metri che necessitano di 500 metri di binari per essere movimentati.

Ancora oggi alcune forze politiche si ostinano ad affermare che la manutenzione pesante degli elettrotreni sia possibile nel comparto delle vecchie officine, e questa loro errata convinzione è stata rafforzata dal recente comunicato delle FFS dell’acquisizione di un lavoro particolare della flotta Astoro che però prevede la scomposizione totale in singole casse, in parole semplice il treno verrà tagliato a “pezzettini” per poter venir gestito nelle vecchie officine. La manutenzione ordinaria pesante degli elettrotreni non prevede questo “affettamento” e una nuova officina con i suoi lunghi binari e ampi campi di manovra resta imperativa.

Nella convenzione (LOI) allegata ai messaggi cantonali e comunali per le nuove officine era indicata una cifra di posti di lavoro di 200-230. Grazie a un continuo lavoro, spesso oscuro, da parte di quei politici che preferiscono costruire (e qui mi riferisco in primis al nostro sindaco Mario Branda) lunedì 22 marzo una prima bella notizia delle FFS che comunicano che la nuova officina avrà almeno 300 posti di lavoro e 60 posti di apprendistato, con una buona prospettiva per un numero ancora maggiore e politicamente sarà necessario lavorare in questa direzione. Con le FFS, in questo momento, è meglio dialogare e costruire assieme per garantire più posti di lavoro possibili. La rivolta, lo sciopero, erano le azioni perfette per il 2008 mentre oggi è indispensabile agire diversamente.

Inoltre, nel computo generale dei posti di lavoro bisognerebbe anche sommare tutti quei nuovi posti di lavoro (e saranno a centinaia) che verranno creati nel nuovo quartiere delle officine e in particolare nel parco delle innovazioni. L'innovazione crea posti di lavoro qualificati, di conseguenza, la conferma che il Ticino avrà una sede associata allo Swiss Innovation Park (www.switzerland-innovation.com) di Zurigo rappresenta una tappa fondamentale per lo sviluppo economico.

La sede ticinese, prevista sul terreno, oggi un sedime industrializzato e poco verde, lasciato libero dalle Officine, faciliterà l'insediamento di attività all'avanguardia di aziende leader sul territorio, reparti di ricerca e sviluppo di aziende internazionali e di start-up. Con l'obiettivo di creare posti di lavoro interessanti in particolare per le giovani generazioni ticinesi. Una volta c’era il lampionaio in futuro ci sarà un importante saldo positivo di nuovi posti di lavoro qualificati grazie all’operazione delle Officine. Una risposta concreta ai giovani ticinesi che desiderano rientrare in Ticino dopo aver studiato oltralpe e poter vivere, lavorare e costruire una famiglia in una bella Bellinzona, una cittadina moderna, a misura d’uomo o donna, con un’alta qualità di vita.

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