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STUDIO DELLA CONFEDERAZIONE
12.07.2019 - 11:360

20 minuti è uno dei principali opinion maker

Un nuovo studio della Confederazione mostra quali sono i media che più influenzano la formazione dell’opinione pubblica. In cima svettano la SSR e 20 minuti

Martedì l’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) presenterà l’ultimo «Monitoraggio media Svizzera». Questo studio mostra quali sono i media con la maggior influenza sull’opinione pubblica e fornisce informazioni sui rapporti di proprietà.

Per la sua indagine, su mandato dell’UFCOM, la società di ricerca Publicom ha intervistato 5000 utenti di media online e offline di tutte le regioni del Paese, in seguito combinati con studi sulla copertura e studi di mercato di carattere economico. I risultati dettagliati dello studio sono disponibili su monitoraggio-media-svizzera.ch.

Stando al sondaggio, 20 minuti, che viene pubblicato anche nella Svizzera tedesca e in quella francese, è «l’unico brand quotidiano a raggiungere un vasto pubblico multilingue» ed è quindi «il numero 1 indiscusso in quanto a potere d’opinione». 20 minuti, 20 minutes, 20 Minuten sono quindi i media individuali più influenti.

Marco Boselli, caporedattore di 20 Minuten, è estremamente soddisfatto del risultato di questo studio: «È la prova dell’eccellente lavoro giornalistico che la nostra redazione svolge ogni giorno.» Ci tiene particolarmente a sottolineare che «opinion maker, a 20 minuti, non significa influenzare le opinioni, bensì che, in qualità di unica piattaforma di notizie neutra, offriamo al Paese un palco dove vanno in scena tutte le opinioni, affinché gli utenti possano crearsi la loro».

SSR: un’emittente molto influente 

Anche i programmi televisivi e radiofonici della SSR hanno una grande influenza sulla formazione dell’opinione pubblica. La SSR viene indicata come «l’impresa mediatica più influente». Mentre i lettori più giovani consultano 20 minuti per formarsi un’opinione, i programmi televisivi e radiofonici della SSR dominano tra le fasce di utenti più anziani.

A livello svizzero, l’ordine dei media più influenti è il seguente:

1. 20 minuti

2. SRF 1 (TV)

3. SRF 1 (Radio)

4. SRF 3 (Radio)

5. SRF zwei (TV)

6. Blick

7. RTS Un

8. ARD

9. La Première

10. ZDF

Nella Svizzera tedesca, l’ordine dei media più influenti dal punto di vista della formazione delle opinioni è il seguente:

1. SRF 1 (TV)

2. 20 minuti

3. SRF 1 (Radio)

4. SRF 3 (Radio)

5. SRF zwei (TV)

6. Blick

7. ARD

8. ZDF

9. Tages-Anzeiger

10. RTL

Citando lo studio, una formazione dell’opinione libera ed equilibrata è la premessa fondamentale per il corretto funzionamento di società democratiche. Un paesaggio mediatico variegato garantisce la pluralità delle opinioni. Dal sondaggio risulta inoltre che, nel suo complesso, il settore dei media svizzeri è efficiente e diversificato, in grado quindi di garantire la sua funzione sociale di pluralità nella formazione d’opinione.

Attenzione alla concentrazione

È vero che nella piccola Svizzera il potere d’opinione è concentrato nelle mani di pochi gruppi mediatici e in molte regioni esiste un «duopolio» composto da SSR e Tamedia, di cui fa parte anche 20 minuti. È tuttavia difficilmente ipotizzabile che nel prossimo futuro un unico fornitore possa assumere una posizione troppo dominante in uno dei 18 mercati esaminati.

Gli autori menzionano però anche «tendenze alla concentrazione potenzialmente dannose» e raccomandano una «certa vigilanza» poiché da un lato, la SSR detiene una posizione molto forte su alcuni mercati, mentre dall’altro, la continua tendenza alla standardizzazione consente ad alcuni gruppi mediatici di esercitare un notevole potere di opinione a contenuto sovraregionale attraverso sistemi di testate regionali.

«Informazione straordinariamente equilibrata»

Linards Udris, del ‘Forschungsinstitut Öffentlichkeit und Gesellschaft (fög)’ dell’Università di Zurigo conferisce a 20 minuti una posizione di rilievo «in particolare nel settore online». Egli rimanda tuttavia anche alla valutazione della qualità mediatica del 2018, dove 20 minuti ottenne solo 48 dei 100 punti disponibili. «Gli intervistati si sono lamentati per la poca chiarezza di esposizione, per la mancanza di informazioni di base e del mix poco diversificato di argomenti».

Dai dati del fög, salta però all’occhio che l’informazione proposta da 20 minuti in vista di votazioni sia considerata molto equilibrata. In altre parole, i voti pro e contro si pareggiano. Ciò potrebbe essere considerato positivo, ma, in determinate circostanze, presentare anche qualche problema: citando Udris «dobbiamo chiederci se un’informazione equilibrata abbia senso quando la maggioranza dei partiti e delle associazioni sono contrari o a favore di una particolare proposta.»

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