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L'OSPITEEducare i bimbi all'amore per la terra

08.04.22 - 18:09
Matteo Muschietti – sentinella dell'ambiente
Matteo Muschietti
Educare i bimbi all'amore per la terra
Matteo Muschietti – sentinella dell'ambiente

In questo periodo pieno di incertezze, basti pensare alla guerra in Ucraina e al cambiamento climatico che si manifesta in modo sensibile anche in Ticino, dobbiamo essere attenti e vigilanti. Non cito neanche il pericolo di pandemie e l’inefficienza della classe politica nel far fronte ai problemi sanitari (politica che si rivela non all’altezza di gestire la guerra e le sue conseguenze, del clima non parliamone neanche…).

Abbiamo passato un inverno molto mite e privo di precipitazioni importanti ( 92 giorni senza pioggia e pochissima neve ). Questo tipo di clima è spiazzante alle nostre latitudini e lascia una scia di conseguenze per l'agricoltura difficile da colmare a causa della mancanza di precipitazioni.

Assistiamo pure impotenti all'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli che si aggira dall'8% al 15% e non va dimenticato che la Svizzera è dipendente per le importazioni di prodotti agricoli al 50%.

Con queste componenti è tempo di correre ai ripari proponendo finalmente soluzioni intelligenti perché se ci aspettiamo qualcosa dai piani alti dei nostri dirigenti possiamo anche metterci subito il cuore in pace. Dovremmo, tanto per cominciare, aumentare la produzione agricola Svizzera.

Durante la seconda guerra mondiale, visti i rischi di embarghi e della situazione geopolitica della confederazione, Friedrich Taugott Wahlen, agronomo e politico svizzero, mise a punto un piano mirante a rendere il settore agricolo svizzero indipendente. Tale piano fu accolto dalla popolazione elvetica, confrontata con un futuro incerto. Tra il 1940 e il 1949, le superfici coltivate passarono da 183000 a 352000 ettari.

Grazie a questa politica la Svizzera non subì un razionamento drastico della frutta e dei legumi (anche se razionati). Un dato significativo: la produzione di patate raddoppiò da 91000 vagoni nel 1940 a 182000 nel 1944.

Tutti i parchi e le zone verdi vennero convertiti in campi. Mi ricordo che mio padre diceva che anche il campo di calcio venne sacrificato per la coltivazione del frumento. Oggi l‘emergenza comincia a ripetersi.

Se la guerra continua in Ucraina (granaio dell'Europa) la Svizzera avrà grossi problemi di approvvigionamento di grano e di mais per il foraggio degli animali. Allora che cosa fare? Secondo il mio parere tocca alla scuola introdurre nell'istruzione dei bimbi l'amore per la coltivazione della terra, con delle lezioni appropriate atte a far capire che il settore primario è importantissimo per la vita dell'uomo. Altro fattore da spiegare a chi ha la possibilità di coltivare gli orti è che oltre a produrre verdura fresca sono di aiuto al bilancio familiare. Anche i comuni possono partecipare dotando gli abitanti di appezzamenti di terreno a titolo gratuito dove poter fare gli orti.

Oggi non siamo nel 1939, ma se l'uomo continua con stupide guerre che opprimono le popolazioni inermi e con politiche che non contrastano i cambiamenti climatici, si devono cominciare a pensare e presentare dei piani ben definiti per l'incremento della produzione agricola. Non è forse ancora necessario procedere ad arare i campi di calcio o i parchi, ma bisogna valorizzare le zone verdi e agricole, investendo di più nel settore primario.

Così facendo si invogliano i giovani a rimpolpare il settore dell’agricoltura indispensabile per la nostra vita futura. Senza nutrimento non si può vivere e davanti agli scenari che si presentano non troviamoci impreparati, ma pronti!

Dobbiamo cominciare dal basso e pensare sinceramente al futuro, riorganizzarci in modo razionale. Dall’alto, ormai, non arriva più niente di intelligente da un pezzo…

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