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L'OSPITE
08.09.2020 - 09:100
Aggiornamento : 13:37

«Siamo in una posizione di fragilità e di paura»

Anziani reclusi a causa del Covid: il testo di una figlia disperata.

Mi permetto rispondere al signor Eliano Catelli, presidente dell’ADiCASI in merito all'articolo recentemente pubblicato da Tio/20Minuti. Non posso farne a meno, anche perché inerente una mia testimonianza diretta. 

Leggasi: “Attendiamo allentamenti a breve”, “Aspettiamo a breve la nuova direttiva cantonale che consenta finalmente piccoli allentamenti”. Ed è passato altro tempo. 

Dopo oltre 6 mesi, usare ancora queste parole è veramente inaccettabile e scandaloso! 

Catelli ha affermato che sono consapevoli della situazione vissuta negli ultimi sei mesi. Voglio sperare che sia una frase di circostanza.

Secondo me non siete affatto consapevoli, o meglio, non volete rendervi conto della situazione reale in cui si trovano i nostri anziani.

Catelli suggerisce che eventuali problemi vanno innanzitutto presentati e discussi con la direzione della casa anziani per intraprendere un’adeguata azione correttiva.

Mi sembra logico e sensato che prima di rivolgermi alla redazione di Tio/20Minuti abbia già esaurito tutti i canali di competenza e non da ultimo anche di ADiCASI: senza alcun esito.

Alle domande non si risponde mai, è più facile rigirare la frittata.

Ha detto che le direzioni e tutto il personale hanno fatto e stanno facendo del loro meglio per il benessere degli ospiti.

Per quanto riguarda le direzioni, mi chiedo perché un associazione come la vostra, composta da ben 50 direttori di case anziani, abbia condiviso le applicazioni troppo rigide di certe direttive invece di allentarle da subito, basandosi sulle disposizioni del medico cantonale, affinché non si arrivasse a questo punto.

In un contesto così particolare penso sia più che opportuno confrontarsi, discutere assieme di tutto quello che è stato permesso e concesso nelle varie strutture del Cantone.

Esistono strutture in Ticino che hanno sia lo stesso Direttore e sia lo stesso Direttore Sanitario. Eppure le direttive vengono applicate in maniera molto differente.

A questo punto chi altro prende a suo piacimento la libertà di decidere? Non ci sono anziani di seria A o di serie B.

Quando un famigliare si rivolge a voi bisognerebbe semplicemente ascoltarlo, con la sensibilità e il rispetto che merita. E aiutarlo, sia materialmente, sia psicologicamente. Avere la volontà di cambiare le cose e non indirizzarlo altrove.

Noi siamo in una posizione di fragilità e paura. Siamo inoltre vulnerabili e ricattabili: di conseguenza, è da troppo tempo che, accettiamo delle condizioni assurde, anche oltre l'illegalità, per paura di pesanti conseguenze su di noi e soprattutto verso i nostri cari. 

Per quanto riguarda il personale, per sapere la verità, bisognerebbe chiederla direttamente a chi è sul campo (rigorosamente in forma anonima) Come hanno lavorato in questi sei mesi?

Sicuramente hanno svolto il loro lavoro nel migliore dei modi. Ma con quali modalità e direttive?

Nel silenzio più assoluto, come da protocollo, obbedendo a tutte le richieste sensate e non da parte delle direzioni. Anche soffrendo.

Si sono sobbarcati anche il lavoro di chi era assente: non è un segreto la mancanza di personale soprattutto nei mesi estivi a discapito degli ospiti.

Catelli ha detto che le conseguenze negative sono state solo per alcuni residenti e per i loro famigliari.

Vuol far credere che alla maggior parte degli ospiti può andar bene vivere così? E ai loro famigliari debba andar bene il far finta di nulla e rassegnarsi alla situazione?

Non è la verità: lo dimostra la montagna di lettere indirizzata al medico cantonale, che aspetta ancora di essere evasa.

Lo dimostra la mobilitazione di questi giorni del Canton Ticino con le sue testimonianze.

Basta parole, ora ci devono essere dei fatti concreti. Non si può più tollerare questa situazione.

Qui tutti aspettano. E’ tempo e ora che ne prendiate atto e vogliate finalmente dare una svolta a questo orrore

Mi auguro che la maggior parte della popolazione del Canton Ticino si dimostri solidale e partecipe a questa Odissea firmando la petizione che sta circolando online promossa dalla Signora Lozzi Daniela.

AGGIUNGIAMO VITA AGLI ANNI. E NON ANNI ALLA VITA. 

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