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09.02.2020 - 21:070

Operatore sociale di strada? «È giusto che il cittadino sappia»

Ufficio presidenziale Sezione PPD Bellinzona, presidente Sara Gianoni Pedroni

È iniziata la campagna elettorale e tutti i Partiti cercano di raggiungere gli elettori con temi che potrebbero attirare la loro attenzione. Nulla di nuovo, né di negativo, se non che - talvolta – si assiste a un disinvolto cambiamento di opinione e, in tal caso, è giusto che il cittadino sappia.

L’Ufficio presidenziale del PS di Bellinzona ha pubblicato su La Regione del 30 gennaio 2020 una nota definita “polemica a distanza”, in risposta alla recente opportuna mozione del gruppo in Consiglio Comunale PLR (primo firmatario Vito Lo Russo), mediante la quale è chiesta l’introduzione di un operatore di strada in Città, alla quale ha fatto seguito la richiesta della sinistra del PS tramite il consigliere comunale PC Alessandro Lucchini di assumere quattro operatori di strada.

La nota del PS, dopo aver passato in rassegna l’iter seguito da una analoga mozione presentata nel 2011 dall’allora consigliere comunale socialista del vecchio Comune, Francesco Lombardo, e bocciata per un solo voto, sottolinea il ruolo avuto dal gruppo PLR, in quell’occasione, nell’affossare detta mozione, sottacendo però quanto avvenuto in precedenza, ciò che quindi va evidenziato. Infatti, già nell’aprile 2010, l’allora consigliere comunale PPD di Giubiasco, Marco Mombelli, aveva inoltrato una mozione proponendo il potenziamento dei servizi sociali del Comune con l’istituzione, appunto, della figura dell’operatore sociale di strada.

Fu quella la prima mozione sul tema, affossata sì da parte della maggioranza dei consiglieri comunali PLR, ma anche da (gran) parte dei colleghi della sinistra!

Legittimo che ognuno possa esporre le proprie idee e criticare le proposte degli altri. Legittimo che si sottolinei la quasi assenza di politica a favore dei giovani nell’allora Bellinzonese.

Indebito è per contro che un Partito si arroghi esclusivi onori quando non li merita considerato quanto sopra esposto, per di più criticando apertamente e con non poca presunzione una proposta costruttiva che giunge (fra altre) sui tavoli del legislativo.

Saggio e politicamente responsabile è che tutti prendano veramente coscienza dell’impellenza di concrete politiche giovanili operando insieme, al di là degli steccati di Partito e delle contingenze per garantire il benessere della gioventù, il bene più prezioso di ogni società, valorizzandone le risorse, l’autodeterminazione, la responsabilità la creatività e la solidarietà, ciò a cui l’operatore di strada può senz’altro contribuire.

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