Unione sindacale svizzera – Ticino e Moesa
L'OSPITE
09.12.2019 - 08:310

NO a nuovi sgravi fiscali che indeboliscono Cantone e Comuni! Firmiamo il referendum

Unione sindacale svizzera – Ticino e Moesa

È in corso la raccolta firme per il referendum contro gli sgravi fiscali. L’Unione sindacale svizzera - Ticino e Moesa sostiene il referendum e invita a firmarlo e a farlo firmare. Sono numerose le ragioni per firmare. Ecco le principali.

Gli sgravi svuotano le casse del Cantone e dei Comuni.
Subito dopo aver risanato le finanze cantonali con tagli dei sussidi cassa malati e agli assegni famigliari per 50 milioni di franchi, la maggioranza del Parlamento ha nuovamente votato sgravi fiscali alle aziende e alle persone particolarmente facoltose, per un ammontare di 150 milioni (suddivisi tra Cantone e Comuni). In un momento in cui la stragrande maggioranza della popolazione assiste a una costante riduzione del suo potere di acquisto, in cui le disuguaglianze aumentano verso i livelli di inizio del secolo scorso, in cui la popolazione invecchia e l’emergenza climatica è sempre più evidente, non possiamo permetterci di sottrarre ulteriori risorse allo Stato, necessarie ad affrontare i reali problemi ai quali siamo e saremo confrontati!

Regali ai ricchi e solo briciole per il ceto medio e basso.
La maggioranza del Gran Consiglio ha deciso di abbassare di 3 punti percentuali le imposte delle persone fisiche (che potrebbe diventare del 4% dal 2024). Questa misura è però unicamente uno specchietto per le allodole. Una pseudo misura utile soltanto a gettare fumo negli occhi della popolazione: la maggior parte dei 60 milioni di franchi promessi andranno infatti a favore della fascia più ricca della popolazione, mentre soltanto delle briciole saranno destinati al ceto medio e basso. Questi ultimi però pagheranno pesantemente il prezzo di queste politiche, attraverso gli ormai classici tagli delle prestazioni e dei servizi imposti dallo svuotamento delle casse cantonali e comunali.

Sgravi a pioggia senza nessun criterio qualitativo.
La modifica della legge tributaria del Gran Consiglio non tiene minimamente conto di criteri qualitativi. Non premia le aziende virtuose, che pagano salari dignitosi e che agiscono nel rispetto dell’ambiente. Una misura di questo tipo attirerà prevalentemente aziende che pagano salari indegni e deturpano il territorio. L’esperienza di questi anni insegna!

Un’insensata concorrenza fiscale a spese della popolazione.
La maggioranza del Parlamento punta tutto sulla concorrenza fiscale e abbassa linearmente e in maniera eccessiva le imposte delle aziende: l’aliquota sugli utili delle persone giuridiche scenderà al 5,5%. Dal punto di vista fiscale il Ticino è già molto attrattivo rispetto ad altri paesi, mentre rispetto al resto della Svizzera presenta tutta una serie di vantaggi che lo rendono appetibile per rapporto all’insediamento di nuove aziende. Negli ultimi dieci anni infatti il numero di aziende è raddoppiato! Stesso discorso vale per le persone particolarmente facoltose, anch’esse cresciute esponenzialmente nello stesso lasso di tempo. Le aziende beneficiano inoltre di ottimi servizi e infrastrutture ed è quindi giusto che paghino proporzionalmente a quanto ne traggono in termini di benefici, senza scaricare tutto sulle cittadine e i cittadini, costringendoli ulteriormente a pagare le imposte al posto loro!
La modifica della legge tributaria votata dalla maggioranza del Parlamento permette ai Comuni di applicare un moltiplicatore d’imposta per le persone fisiche distinto da quello per le persone giuridiche. È una misura pericolosa, perché esaspera la concorrenza fiscale tra i Comuni, portando alla creazione di veri e propri paradisi fiscali comunali. Questa misura è pericolosa anche dal punto di vista ambientale, perché porterà a spostamenti irrazionali di aziende all’interno del Cantone, con conseguenze negative sull’occupazione del territorio e sulla mobilità dei lavoratori.

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