Immobili
Veicoli
ULTIME NOTIZIE Ospite
L'OSPITE
3 gior
Pareggio dei conti: gli elettori vogliono finanze sane e un chiaro controllo della spesa
Piero Marchesi, Presidente Cantonale dell’UDC
L'OSPITE
3 gior
Bellinzona cambia il pelo ma non il vizio
Giancarlo Jorio, già municipale di Giubiasco.
L'OSPITE
3 gior
Abolire la pressione dei livelli nella scuola media
Tamara Merlo, granconsigliera Più Donne.
L'OSPITE
1 sett
Quel lupo si deve abbattere: bravo CdS!
Un contributo di Maruska Ortelli, granconsigliera per la Lega dei Ticinesi
L'OSPITE
1 sett
Niente stop al fumo nei parco giochi: «Vergognoso»
Alberto Polli, presidente Associazione Svizzera Non-fumatori
Ospite
1 sett
Summit Ucraina a Lugano? Meglio di no
Il contributo del consigliere comunale della Lega di Lugano Omar Wicht
L'OSPITE
1 sett
Disoccupati sì, ma numeri no
Maruska Ortelli, Gran consigliera per la Lega dei Ticinesi
L'OSPITE
1 sett
No ai tagli sulla scuola pubblica
Filippo Beroggi, studente e co-coordinatore SISA
L'OSPITE
2 sett
No alle violazioni dei diritti umani – No all’ampliamento di Frontex
Un contributo di Erika Franc, I Verdi, Bellinzona
L'OSPITE
2 sett
Lupo: per una gestione ragionevole, senza ideologia
Presa di posizione del PLRT
L'OSPITE
2 sett
No all’austerità miope, sì ad un intervento pubblico programmatore!
Zeno Casella, membro della direzione del Partito Comunista
L'OSPITE
2 sett
Lupo: è ora di agire per la salvaguardia del settore primario ticinese!
Per il PPD Simone Ghisla, Stefano Imelli e Valentina Rossi
L'OSPITE
2 sett
No convinto a Morisoli il 15 maggio
Maura Mossi Nembrini, granconsigliera per Più Donne
L'OSPITE
03.04.2019 - 18:000

Clima: risposte imbarazzanti di una politica banderuola

Veronica Bozzini, membro di Swiss Youth for Climate e Giulia Petralli, candidata al Gran Consiglio per I Verdi

I quattro dibattiti organizzati nella scorsa settimana dal ‘Movimento Sciopero per il Clima’ miravano a ottenere, dai politici ticinesi, alcune risposte alle innumerevoli domande che attanagliano i giovani: perché non dichiariamo l’emergenza climatica? Economia e protezione climatica sono conciliabili? Quali sono le misure da adottare?

Tutti i candidati, perlomeno a parole, hanno riconosciuto l’esistenza dei cambiamenti climatici, sebbene alcuni con palesi remore nel dichiarare l’emergenza ambientale. Complessivamente, sembrerebbe che, dal 7 aprile, indipendentemente dall’esito delle elezioni, avremo un governo disposto a rimboccarsi le maniche a favore dell’ambiente. Facile, però, a una settimana dalle elezioni e con i giovani che occupando le piazze hanno instillato negli elettori una certa sensibilità ambientale, seguire il trend. A prova del fatto che molti partiti si sono colorati di verde per l’occasione sono stati vari interventi, i quali hanno evidenziato una grave disinformazione, nonché un approccio eccessivamente naïf alla problematica. Ci si è, infatti, soffermati a lungo su quanto già fatto e sulla (in)fattibilità di attuare nuove misure puntuali e concrete a causa di una sommaria e limitante analisi tra costi e benefici. Un semplice calcolo, quest’ultimo, che dimentica l'importanza degli interessi ambientali e sociali per rispetto a quelli economici e che soprattutto non considera i costi ancora modesti nell’agire oggi invece di domani, quando ormai sarà troppo tardi. È dunque evidente che tali partiti, impregnati di politiche sensazionalistiche e illusorie anche riassunte nel paradosso della crescita infinita, siano incatenati al passato, o meglio al lontano ‘800 dato che, a più riprese, hanno gridato “all’isteria”. È d’obbligo ricordare che "isteria" (dal greco hysteron, utero) è un termine dispregiativo, utilizzato per lungo tempo in campo "medico-psichiatrico" per descrivere la veemenza, la rabbia o la scontrosità del genere femminile. Pertanto, associare tale epiteto al turbamento ー tanto giovanile come senile ー per le problematiche dei nostri tempi, oltre a risultare offensivo, rivela la scarsa considerazione per le preoccupazioni degli elettori e delle elettrici ticinesi.

Al centro del discorso si è poi messa la responsabilità individuale, sottolineando quanto sia importante, talvolta anche sufficiente per limitare i danni e mitigare le emissioni di gas a effetto serra. Tralasciando il fatto che ridurre una problematica così complessa e dalle dimensioni globali a un comportamento poco sostenibile dei singoli cittadini sia frutto di una riflessione semplicistica e ingenua, raramente si è parlato di come un consumo più consapevole e a favore dell’ambiente possa essere incentivato e facilitato localmente.

È inoltre sempre molto comodo ricordare quanto noi nella piccola Svizzera, e ancor di più nella nostra realtà ticinese, non possiamo cambiare una tendenza dettata dall’egemonia di colossi come Cina e Stati Uniti. Nel dubbio quindi, meglio non agire, invece che riconoscere la responsabilità che il nostro paese, quale forte potenza economica, dovrebbe avere nel dare uno slancio alla transizione verso una società più verde, e nel fermare quegli investimenti miliardari (83 miliardi di dollari solo negli ultimi tre anni) ancora permessi alle nostre banche nel settore delle energie fossili.

Sono stati pochi i partecipanti, anche tra i sedicenti partiti progressisti, a spiccare per coraggio e determinazione nel sollevare il vero problema, ovvero che il sistema economico attuale non è compatibile con una soluzione efficace per la lotta ai cambiamenti climatici: 

serve un cambiamento strutturale. Forse l’argomento è troppo impopolare per essere affrontato in campagna elettorale? È comunque deludente che anche quei partiti che dovrebbero rappresentare l’opposizione e/o l’alternativa non osano spingersi oltre in modo deciso. Pochi esponenti hanno infatti espresso un parere consapevole e responsabile sull'urgenza e sulla gravità dell’argomento, mentre per gli altri la prerogativa è ancora troppo spesso quella di conquistare il proprio seggio, più che per migliorare il reale benessere dei cittadini.

Invitiamo quindi i giovani e coloro che hanno a cuore il nostro unico pianeta a esprimersi a favore di quei candidati che perlomeno cercano di assicurarci un futuro, e non per quelli che palesemente, in modo passivo e miope, il futuro ce lo rubano; ma soprattutto ricordiamoci di continuare a indignarci di fronte a cotanto immobilismo, perché la nostra battaglia è solo agli inizi.

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2022 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2022-05-28 03:12:53 | 91.208.130.89