Immobili
Veicoli
Ripartire dopo un attentato contro la paura: stasera in tv c'è "Atlas"
Niccolò Castelli
ULTIME NOTIZIE People
STATI UNITI / ITALIA
2 ore
Perché a Miami gli esuli cubani distruggono i CD di Laura Pausini
La cantante è accusata di supportare il regime dell’Avana:colpa di una vecchia foto
ITALIA
4 ore
Aurora Ramazzotti: «Mi sento demoralizzata». Ed è lite con un fan
Un post della giovane conduttrice scatena la polemica su Instagram
STATI UNITI
7 ore
«Forse è facile dimenticarlo, ma io sono un essere umano»
Nuove dichiarazioni da parte di Amber Heard nelle battute finali del processo
STATI UNITI
13 ore
Addio ad Alan White
Il batterista degli Yes aveva 72 anni ed è deceduto nella sua residenza statunitense al termine di una breve malattia
CANTONE
16 ore
Festeggiare i 10 anni con un disco nuovo, dal sapore di nuovo inizio
È “Qualcosa in più” dei locarnesi Eleonor che diverte, convince e non vediamo l'ora di sentirlo suonato dal vivo
REGNO UNITO
1 gior
È morto Andrew Fletcher dei Depeche Mode
Il tastierista si è spento all'età di 61 anni
ITALIA
1 gior
Michelle Hunziker, Giovanni Angiolini e quell’annuncio che ancora manca
Dopo due mesi la relazione resta non ufficiale e lei direbbe agli amici di essere single
REGNO UNITO
1 gior
Aggressione sessuale, incriminato Kevin Spacey
Sono tre gli uomini che accusano il due volte premio Oscar
ITALIA
1 gior
Francesca Neri: «Mia madre non mi amava, ma l’ho perdonata»
L’attrice ha parlato della sua infanzia e del rapporto con il marito Claudio Amendola
STATI UNITI
1 gior
Il processo Depp-Heard potrebbe essere un vero punto di svolta
In positivo, superando lo stigma sui maschi vittime di violenza domestica, o in negativo con la morte di #MeToo
SVIZZERA
1 gior
Al mattino gli esami, alla sera una pioggia di premi
La 19enne sangallese ha fatto incetta di riconoscimenti: miglior cantante donna e miglior canzone
ITALIA
2 gior
Martina Colombari: «Discriminata in passato per la mia bellezza»
L’ex Miss Italia sulla sua avvenenza: «Body shaming al contrario, mi ha creato dei problemi sul lavoro»
ITALIA
2 gior
Marracash ed Elodie, un amore anticonformista
Il rapper: «La nostra non è una relazione come la si intende là fuori»
STATI UNITI
2 gior
Kate Moss in tribunale per difendere Johnny Depp
L'ex top model ha dichiarato che l'attore non era coinvolto nella caduta dalle scale
STATI UNITI
2 gior
Steven Tyler finisce in riabilitazione
Di conseguenza il tour degli Aerosmith è stato rimandato
STREAMING E VIDEO
CANTONE
2 gior
«Diamante è quello che sono adesso»
Antonio Di Nuzzo presenta il suo nuovo alter ego musicale, e lo fa con il singolo "Stupide paure"
ITALIA
3 gior
Dal tumore alla pace con J-Ax, Fedez tira fuori tutto
L’artista ha svelato dettagli sulla malattia e sul riavvicinamento con il collega
CANTONE / SVIZZERA
20.01.2021 - 06:300
Aggiornamento : 09:51

Ripartire dopo un attentato contro la paura: stasera in tv c'è "Atlas"

Il film del regista Niccolò Castelli aprirà le 56esime Giornate di Soletta. È la prima volta che tocca a un ticinese

Il lungometraggio, prodotto da ImagoFilm, si ispira all'attentato di Marrakech che scosse il nostro cantone nel 2011. La protagonista è Matilda De Angelis.

SOLETTA - Per la prima volta nella storia delle Giornate di Soletta (giunte alla 56esima edizione) è un film prodotto nella Svizzera italiana a inaugurare la rassegna dedicata al cinema svizzero. «Un onore» per l'autore ticinese, Niccolò Castelli. Il suo lungometraggio, "Atlas", sarà trasmesso questa sera, in prima serata, su LA2 alle 20.00 e in contemporanea sulle seconde reti della SSR.

Come ti senti in questo momento? Sei il primo ticinese ad aprire Soletta e ad andare in onda sulle reti nazionali...
«Ne sono onorato. Quando facciamo un film, vorremmo che venisse visto da più gente possibile. Soletta è una bella vetrina ed è in Svizzera, dove tutto è partito. Fa molto piacere non solo per me in quanto regista, ma per il cast, la crew, la produzione e tutto il settore della Svizzera italiana».

Il Ticino e il cinema, un rapporto che sta crescendo?
«Negli ultimi dieci-quindici anni abbiamo fatto molti passi avanti e penso che questo sia un po’ il riconoscimento per il lavoro di tanti. Diciamo al resto della Svizzera che il cinema in italiano esiste veramente e che noi ci siamo. È un buon punto di partenza per continuare a costruire in questo senso. Inoltre, è coraggioso portare nelle case degli svizzeri un film che per moltissimi sarà sottotitolato e che richiede una certa partecipazione da parte del pubblico».

Entriamo nel merito del film... L'ispirazione ti è venuta poco meno di dieci anni fa, quando il Ticino fu scosso dall'attentato a Marrakech (era il 28 aprile 2011). Chichi, Corrado e Andrè morirono, Morena sopravvisse...
«Sì. Come molti altri, ebbi la sensazione che quell'avvenimento mi portasse fuori con forza dalla "bolla" di sicurezza in cui vivevo. E mi mettesse a confronto con la paura. Il film parla proprio del rapporto con questo tipo di paura. Che ora con la pandemia è pure aumentata, è diventata paura del contatto, delle persone, della loro vicinanza. Non è l'attentato in sé il centro del film, ma la rinascita, la ricerca della libertà dopo che si è perso la fiducia negli altri. La protagonista è sopravvissuta a un attentato terroristico che è costato la vita a tre suoi amici e deve ripartire da lì». 

Il film, prodotto dall'Imagofilm di Villi Hermann, è stato quasi interamente girato in Ticino. Come renderlo una pellicola universale?
«Abbiamo girato da Lugano ai Denti della Vecchia, in Capriasca e in Leventina. A me interessava rappresentare come mi sentivo io, ma affrontando un'emozione universale: la ricerca di libertà dentro a un dolore enorme. È anche per questo che ho scelto una protagonista donna, oltre che per rimanere ancorato alla realtà della ragazza sopravvissuta alla bomba di Marrakech. La donna sa incarnare meglio questo tipo di dolore, andare a fondo alle emozioni. Credo sia capace di fare un processo più interno, più profondo. Ho quindi scelto una ragazza, che però è forte fisicamente, fa scalata, lavora anche con i muscoli. Un personaggio femminile moderno».

Parlami di lei: Matilda De Angelis. Da "Veloce come il vento" a "L'incredibile storia dell'Isola delle Rose" (Netflix) e ora su Sky Atlantic al fianco di Nicole Kidman e Hugh Grant ("The Undoing"). 
«Sì, quando abbiamo fatto il casting non c'era ancora tutto questo. Ma non mi sorprende che stia diventando una piccola star. È davvero brava. È una persona che calamita molto l’attenzione davanti alla camera, capisce bene le emozioni di una scena e sa viverle senza paura. Non è un’attrice che semplicemente ripete le cose scritte sulla sceneggiatura, vive le scene a livello emozionale e va a fondo delle cose che prova. Ha passato oltre un mese e mezzo in Ticino, per costruire il personaggio e il rapporto con gli altri personaggi del film».

La pandemia ha rallentato le cose?
«La post produzione si è allungata ed è stata ritardata. Dovevamo girare delle scene in Marocco, ma sono state annullate e abbiamo dovuto essere creativi per trovare soluzioni alternative. Molte cose le abbiamo fatte in remoto, ma per la post produzione io dovevo andare in Belgio di persona. E poi c'è l'incertezza. Non sai quando potrà uscire, non sai se potrai andare ai festival. Dall'inizio delle riprese a oggi sono passati due anni».

C'è dietro una grande produzione per il nostro piccolo Ticino. 
«Sì. Adoro girare in Ticino. Credo che bisogna raccontare qualcosa che si conosce bene per renderlo universale. E io cerco di farlo, con le mie emozioni, i miei posti, le persone che ci vivono. Amo molto anche mostrare i luoghi in mutazione. Ad esempio "Atlas" è stato girato in gran parte allo Spazio Morel, che verrà distrutto. C'è una Lugano sotto la pioggia, la chiesa degli Angioli. Quando scrivo la sceneggiatura, già penso a dove andrò a girare. E il Ticino permette tantissimo, può essere urbano, thriller. Un posto affascinante che si può declinare in molti modi».

Da nuovo direttore della Ticino Film Commission sono cose che ti stanno molto a cuore...
«Credo che lo scambio sia vitale per tutti. Se pensiamo di fare solo film ticinesi, per il Ticino, con produzione ticinese, è difficile continuare a crescere perché non abbiamo scambio. A quel punto non possiamo nemmeno pensare di ospitare altre produzioni, perché non creiamo la base culturale che ci vuole per fare film. Creare film è cultura, ma anche turismo, indotto economico, lavoro, economia negli alberghi, nella ristorazione. E più noi facciamo film interessanti e cerchiamo di esportarli, già aldilà del Gottardo, più attireremo l’attenzione. E si creeranno co-produzioni anche con l'estero. Sul nostro set si parlava italiano, tedesco, francese e inglese. Questo continuo scambio è molto stimolante».

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2022 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2022-05-27 23:09:25 | 91.208.130.89