Warner Bros.
"Joker" sarà nelle sale a partire dal 4 ottobre.
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CANTONE
02.10.2019 - 06:010
Aggiornamento : 09:51

Sì, "Joker" è davvero una bomba (ma ci ha fatto un po' paura)

La storia del supercattivo più famoso dei fumetti è un film-trionfo di quelli da incorniciare. E Joaquin Phoenix è davvero impressionante

LUGANO - Scheletrico, dalla risata isterica costante e assolutamente senza scrupoli. Sono ben pochi i (super) cattivi in grado di rubare letteralmente la scena agli eroi della carta stampata, ma il Joker è sicuramente uno di questi. Alla faccia del caro vecchio Batman.

Trasportare su pellicola la sua sociopatia, il suo cinismo e la sua pura e semplice follia è stata una prova che ha segnato intimamente anche attori di calibro, come Jack Nicholson e soprattutto l'indimenticato Heath Ledger.

Ora, in questo “Joker”, il testimone passa a un altro grande interprete, Joaquin Phoenix, in una film che ha già vinto il Leone d'oro a Venezia. Una bella rarità quando si parla di supereroi al cinema.

Ma se già sappiamo quale sarà il risultato finale, ovvero la ridanciana nemesi dell'uomo-pipistrello, quello che ci manca sono i pezzi iniziali del puzzle e sono su questi che si concentra la pellicola diretta da Todd Phillips (“A star is born”).

Arthur Fleck è un pagliaccio professionista che vive con sua madre in un miserabile palazzone della periferia di Gotham City. Sogna da sempre di esordire come comico e, da sempre, soffre di una lunga serie di disturbi psichiatrici tra i quali c'è anche un'inarrestabile risata isterica che si presenta nei momenti meno opportuni.

Fleck è un reietto fra (e come) tanti: psicologicamente martoriato e sofferente e in una società senza scrupoli «dove sono tutti pazzi». Un evento fortuito, una notte, lo trasformerà in un'icona di un inarrestabile e furibondo moto di protesta dei dimenticati.

“Joker”, che non è un film politico e tratta queste tematiche con la leggerezza del fumetto, in qualche modo però tocca diversi nervi scoperti della società contemporanea: spezzata, a due velocità e sempre più idiosincrasica. Il che da una parte è un bene – perché porta alla riflessione – ma anche un male per l'influenza che potrebbe avere su alcuni soggetti a rischio. Non è un caso che negli Stati Uniti l'allerta per l'uscita del film sia alta.

Al di là di tutto ciò, però, c'è il film. Ed è un gran bel film: diretto a modo, con una bellissima fotografia (Gotham mai così newyorchese), strepitosa colonna sonora e una prova magistrale di Phoenix che gli altri Joker non li ha nemmeno voluti guardare.

E il risultato si vede ed è da incorniciare.

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