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CANTONEI bimbi, “piccoli principi” davanti al divorzio

08.06.16 - 06:00
“Il nostro piccolo principe” (Mimesis Edizioni) della sociologa e mediatrice familiare ticinese Valentina Testoni è nelle librerie da qualche giorno.
La sociologa e mediatrice familiare ticinese Valentina Testoni.
I bimbi, “piccoli principi” davanti al divorzio
“Il nostro piccolo principe” (Mimesis Edizioni) della sociologa e mediatrice familiare ticinese Valentina Testoni è nelle librerie da qualche giorno.

LUGANO - Un testo che, partendo dall’opera di Antoine de Saint-Exupéry, affronta temi legati alla separazione e al divorzio. Con un punto di vista ben preciso, però: quello dei bambini, che prendono voce, appunto, attraverso il piccolo principe. Un’utile guida per interpretare le reazioni dei più piccoli, al cospetto di paure e delusioni.

Valentina, quale lo spunto e quale l’obiettivo che stanno alla base del progetto editoriale?

Ho sempre avuto a cuore "Il piccolo principe" perché ho sempre pensato che dentro le sue pagine ci fossero spazi utili per riconnetterci alla nostra parte più infantile e più pura. Il piccolo principe parla di relazioni, della sua scoperta del genere umano, dell'unicità della sua rosa, dell'amicizia con la volpe, con la quale crea un legame. Parla inoltre del distacco, della sofferenza, con la metafora di un mondo puro e lineare, che ha come personaggi principali, appunto, il piccolo principe, la rosa e la volpe. Lavorando in un ambito di mediazione e ascolto di minori, avendo a che fare con la sofferenza che scaturisce da un progetto matrimoniale interrotto, mi sono resa conto che - giorno dopo giorno - le parole del piccolo principe erano vicine e applicabili ai desideri che i bambini, intimamente, hanno: in questo modo risultano facilmente comprensibili anche da noi adulti. L'obiettivo del libro è arrivare a chi sta attraversando o ha attraversato questa fase delicata della vita, perché si possa sentire meno solo e perché possa cogliere, da un'altra prospettiva, parte del punto di vista dei propri figli.

In quale modo il libro ha incominciato a prendere forma? 

Devo ammettere che la prima protagonista della storia, che mi ha fatto realizzare che il piccolo principe parlasse, in metafora, a nome di tanti bambini, è stata la volpe. La volpe a un certo punto parla di riti e dice: “Per esempio, se tu verrai tutti i giorni alle 4, dalle 3 comincerò a essere felice…”. In queste righe mi sono venuti in mente molti bambini che mi dicevano quanto fosse bello e importante per loro sapere chi ci fosse fuori da scuola a prenderli. Chi si sarebbe occupato dei compiti quella sera. Chi lo avrebbe accompagnato alle prove di danza. Ecco, tutta questa preparazione aiuta e supporta in un momento di grande cambiamento, durante il quale, poter essere affidabili e regolari agli occhi dei nostri figli si dimostra un valido aiuto per loro.

Quali, secondo te, gli istanti più difficili affrontati dai bambini nel momento di una separazione?

La separazione dei genitori è indubbiamente un momento difficile da affrontare. Ciò che permette ai bambini di affrontarla in maniera meno pesante è il grado di conflitto della coppia: più riuscirà a preservare i figli dalle liti - evitando di “triangolarli” nelle discussioni - più si sentiranno supportati, riuscendo, quindi, a fronteggiare meno drammaticamente tutto ciò che ne consegue.

Qual è l’errore più comune dei genitori divorziati o separati?

Le reazioni personali sono frutto di vissuti individuali, e la separazione evoca in tutti noi ricordi assopiti che chissà a quale dinamica passata, e forse non elaborata, si collegano. Comprendere il motivo per cui agiamo in un certo modo è sempre utile, al di là delle posizioni che sentiamo di dover prendere e che a volte non sono in linea con quello che, in un momento più lucido, giudicheremmo sbagliato. Il figlio non deve mai diventare l'arma con la quale facciamo del male all'altro genitore, proprio perché chi ci rimette in prima persona è sempre il bambino o il ragazzo. Più il figlio viene fatto sentire in colpa e più gli si chiede di schierarsi, più gli facciamo male.

Per concludere, il capitolo 25, il penultimo, è “Autorizziamo i nostri figli ad amare entrambi”. Vuoi approfondire?

Il bambino ha il diritto di voler bene a entrambi. Saranno i genitori che, con le loro azioni e parole, si qualificheranno nel futuro agli occhi dei figli. Saranno loro stessi a farlo, anche se dolorosamente. Fintanto che questo grado di consapevolezza non sarà presente, è giusto permettere al bambino - se si tratta di situazioni normali, naturalmente - di accedere a entrambi i genitori e ai loro rami familiari. Sempre nel rispetto dell'altro, senza mai nominare l'altro in maniera denigratoria od offensiva. Parlar male dell'altro genitore è una ferita grande per il figlio, che il genitore (o chi lo fa) arreca direttamente a lui, non all'altro con cui si sente in competizione.

 


 

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