Foto Max Veronesi
La band nel 2014 per l'album "Unchained"
CANTONE
16.01.2020 - 06:010
Aggiornamento : 25.02.2020 - 11:15

I The Flag di nuovo insieme, ma solo per una volta

La mitica band ticinese si riformerà dopo 5 anni dallo scioglimento per una data unica questo sabato: «Niente rancori, solo musica»

LUGANO - Ritrovarsi così, 5 anni dopo essersi lasciati per un unico concerto e poi… addio di nuovo. È questa l’idea dietro alla notte da «una botta e via» (cit. loro) dei The Flag, storica band ticinese che questo sabato 18 gennaio salirà sul palco del Daytona Diner di Pambio-Noranco.

«Nel frattempo c’è chi è diventato papà, chi si è sposato, chi ha preso un dottorato e trovato un lavoro vero e chi… non lo ha fatto», scherza il chitarrista della band Mattia “Mad” Mantello che questo fine settimana ritroverà i suoi compagni di musica e di giovinezza Carlo Ferrari (batteria), Federico Albertoni (basso), Igor Negrini (voce e armonica) e Donato Cereghetti (tastiere).

Una reunion con un filino di maretta? «Assolutamente no, ci siamo lasciati senza rancori e con naturalezza», spiega Mantello, «un po’ come i cinghiali che si smarriscono nel bosco e prendono le loro strade… Scherzi a parte una cosa che è cambiata davvero in tutti questi anni è la memoria, mi sono reso conto che i pezzi non me li ricordo più e devo ristudiarmeli. La scaletta sarà proprio filologica ripercorrerà tutta la storia della band dai primi vagiti nel 2009 fino al 2014». 

Già quasi vincitori di Palco ai giovani nel 2009, i The Flag erano un po’ un’anomalia musicale: ragazzi giovanissimi che suonavano musica “da adulti” ovvero il blues, il soul e il rock d'antan.

«Non c’era un qualche tipo di calcolo, venivamo tutti da background musicali diversi e ci è venuto spontaneo fare quella musica lì. A pensarci sì, forse era un genere un po’ da terza età (ride) ma siamo sempre stati una party band con un bel seguito giovane. Riuscivamo a trasmettere la nostra spensieratezza e la nostra passione. Poi non ci siamo mai presi troppo sul serio e questo sicuramente aiutava…».

Una vita, quella dei membri della band, vissuta in simbiosi non solo musicale: «Passavamo le giornate assieme e non solo in sala prove…  Per un periodo io e Freddie (Albertoni, ndr.) abbiamo vissuto sul divano di Carletto (Ferrari)», sghignazza Mantello, «un consiglio ai lettori: non perdetevi questo concerto, sarà una cosa incredibile!». 

«Non fate mai una sauna prima di suonare»

La cosa più incredibile che è capitata ai The Flag? «In realtà sono talmente tante che ci vorrebbe il giornale intero», ironizza Mattia, «ma se devo sceglierne una direi il concerto che abbiamo fatto nei Grigioni al Pitschna Scena di Pontresina. Non solo il locale aveva il palco più piccolo della Svizzera, circa 2 metri quadrati su cui siamo saliti in 5, ma io ho deciso di complicarmi tantissimo la serata facendo… una sauna. Già perché il locale faceva parte di un Hotel di lusso con una Spa bellissima… Dopo il bagno turco però mi sono accorto di stare malissimo, ero debole e avevo la nausea. Ho sofferto davvero le pene dell’inferno e ho suonato incastrato fra la parete e Federico. Finito il concerto sono crollato… Quella sera ho imparato una lezione importante: non fate una sauna prima di suonare, se non avete il fisico».

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