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Cristina Parodi ha dichiarato di aver smesso di comprare carne per contrastare i cambiamenti climatici.
ITALIA
28.11.2019 - 20:100

Cristina Parodi: «Non compro più la carne per salvare il pianeta»

La conduttrice sta cambiando alcune abitudini per combattere il cambiamento climatico

di Redazione
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MILANO - Anche Cristina Parodi vuole fare la sua parte nella lotta ai cambiamenti climatici. La conduttrice ha deciso di iniziare modificando alcune abitudini alimentari. Da un po' di tempo ha infatti smesso di comprare la carne quando va a fare la spesa. L'industria degli allevamenti è infatti una delle cause principali dell'inquinamento del pianeta e incide più di tutte le emissioni nocive delle auto e le moto del mondo messe insieme.

«Mi sono prefissata alcuni obiettivi. Non compro più carne - anche se la mangio occasionalmente, quando vado fuori a cena - perché so quanta acqua serve per allevare gli animali. Quando faccio la spesa, compro meno prodotti possibili con le confezioni in plastica e uso sacchetti di materiale riciclato. Nella mia città, Bergamo, mi sposto solo in bicicletta. E ho comprato il gasatore domestico per avere l'acqua frizzante in casa senza acquistare quella in bottiglia, che comporta uno spreco di risorse», ha raccontato in un'intervista rilasciata al settimanale Grazia.

La 55enne vorrebbe fare anche di più, ma per il momento non è facile rinunciare ad altre cose, come ai voli aerei. «Vorrei prendere meno aerei. Ma ancora non ci riesco: ho sempre fretta, viaggio anche per lavoro, insomma, volare è di una comodità estrema. Spero che, in futuro, la tecnologia riesca a diminuire l'impatto ambientale di quei mezzi. I miei figli, invece, sono capaci di tornare dall'Inghilterra in treno», ha aggiunto.

E sono stati proprio i suoi tre figli a darle la spinta a interessarsi di più alle tematiche legate ai cambiamenti climatici. «Che i ragazzi fossero più attenti a proteggere la Terra, rispetto a noi adulti, me n'ero già accorta grazie ai miei tre figli, Benedetta (23 anni), Alessandro (22) e Angelica (18). Mi hanno insegnato a non comprare prodotti che vengono da molto lontano oppure che non sono di stagione perché, per trasportarli o conservarli a lungo, si sprecano grandi quantità di energia. Davanti alle manifestazioni a favore del clima, mi ha colpito anche vedere i ragazzi tornare numerosissimi nelle piazze, dopo alcuni decenni di distacco. Ci hanno fatto capire che ognuno di noi deve iniziare a impegnarsi nel suo piccolo», ha concluso.

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