STATI UNITI
08.03.2019 - 15:320

Michael Jackson, i Simpson ritirano l'episodio con la sua voce

La decisione non è la prima in un boicottaggio del alla luce delle accuse di "Leaving Neverland"

NEW YORK - Uno degli episodi più iconici della serie "I Simpson" sarà ritirato dalla distribuzione sulla scia del documentario di HBO "Leaving Neverland" in cui due uomini accusano Michael Jackson di averli molestati quando erano bambini.

"Stark Raving Dad", questo il titolo della puntata, era andato in onda nel settembre 1991 all'inizio della terza stagione della serie a cartoni animali creata da Matt Groening. Jackson aveva fornito la voce per un personaggio che finisce in casa Simpson anche se il suo nome non era apparso tra i credits (fu usato lo pseudonimo John Jay Smith) e la partecipazione del cantante di "Thriller" non fu confermata che anni più tardi.

«Ritirarlo dalla circolazione e' l'unica scelta che avevamo», ha detto al Wall Street Journal il produttore esecutivo James L. Brooks affermando di avere avuto il beneplacito sia di Groening che dell'altro produttore Al Jean. «Non sono uno che brucia i libri, tutt'altro - ha aggiunto Brooks - ma questo è il nostro libro e abbiamo tutti i diritti di cancellarne un capitolo».

Nell'episodio incriminato Jackson da la voce al personaggio di Leon Kompowsky, un uomo bianco grande grosso convinto di essere Michael Jackson che incontra Homer Simpson in un ospedale psichiatrico. Homer se lo porta a casa e Leon aiuta Bart a celebrare il compleanno della sorella cantando una delle canzoni più celebri dello show: "Happy Birthday, Lisa". Jackson non cantò nella puntata: Kipp Lennon ne imitò la voce in tutti brani musicali dell'episodio.

La decisione dei "Simpson" non è la prima in un boicottaggio del personaggio e della musica di Jackson alla luce delle accuse di "Leaving Neverland": dopo che il film in due puntate è andato in onda lo scorso fine settimana negli Usa e qualche giorni più tardi in Gran Bretagna, stazioni radio in Canada, Olanda e Nuova Zelanda hanno rimosso la musica di Michael dalle loro playlist.

La polemica è approdata sul Financial Times: «Possiamo amare la sua musica e disprezzare l'uomo», si è chiesta una columnist del quotidiano finanziario britannico additando a un più vasto dibattito scaturito dal movimento #MeToo a proposito di altri artisti famosi come Woody Allen, Roman Polanski, Bill Cosby accusati o condannato per molestie.

Potrebbe interessarti anche
Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-06-19 09:47:48 | 91.208.130.87