LUGANO
15.12.2017 - 13:000

Abbiamo provato l'Apple Watch Serie3 LTE: "l’orologio che vi libera dal telefono"

Abbiamo testato per mesi la versione GPS e da una settimana anche la versione GPS+CELLULAR del nuovo Apple Watch Serie 3. Ecco la nostra recensione.

LUGANO - Diciamolo pure: la grande novità del nuovo Apple Watch Serie 3 di Apple, presentato a settembre, è la connessione LTE che permette di utilizzarlo al meglio anche in assenza del fido compagno iPhone. Lo abbiamo indossato per la prima volta a fine settembre nella versione semplice (quella denominata GPS) e in tutta sincerità per i primi giorni l’impossibilità di collegarci alle reti telefoniche svizzere (Sunrise e Swisscom) ci ha lasciato l’amaro in bocca. Abbiamo impiegato qualche giorno per metabolizzare la delusione frutto delle forti aspettative in quella che ci sembrava essere la principale novità del nuovo modello. Dopo essercene fatti una ragione abbiamo cominciato ad apprezzare le molte novità inserite nella terza generazione dell’orologio di Apple.

Doppio cuore - Al centro dell’orologio Apple ha piazzato un nuovo processore Apple S3 dual-core capace di prestazioni del 70% superiori rispetto alla generazione precedente. Difficile valutare, nell’uso quotidiano, se l’aumento di velocità raggiunge realmente i valori indicati da Cupertino, di sicuro l’orologio è molto più reattivo. Lo si vede in molti usi come quando si passa da un quadrante all’altro o si aprono le applicazioni. Va comunque detto che in oltre due mesi di utilizzo (del modello GPS) ci è comunque capitato che il sistema si congelasse per alcuni secondi o che alcune app si bloccassero. Apple ha migliorato anche il processore W2 che gestisce la connettività senza fili rendendolo più veloce, ma soprattutto più efficiente. Sottolineiamo questo aspetto perché tra le novità più evidenti del nuovo Apple Watch c’è proprio l’aumento della durata della batteria. Con un utilizzo che definiremmo normale è infatti molto facile arrivare a due giorni senza dover ricaricare l’orologio. Sempre per ridurre i consumi il nuovo watchOS gestisce la connettività dell’orologio scegliendo sempre la modalità energicamente più efficiente, nell’ordine: bluetooth, wifi e LTE. Quest’ultima modalità è però decisamente energivora soprattutto se si ascolta musica in streaming o se si telefona. Se invece ascoltate i brani salvati nell’orologio stesso (trasferiti utilizzando l’App Watch sul telefono) il discorso cambia decisamente in meglio, ma probabilmente non abbastanza per arrivare ai due giorni di autonomia.

Un barometro all’altezza - Pur non essendo particolarmente attivi abbiamo preso l’abitudine di registrare e misurare i nostri spostamenti a piedi sforzandoci di farli ad andatura elevata. Sin dai primi giorni il miglioramento ci è apparso evidente. Il nuovo GPS e soprattutto il nuovo barometro inserito nell’orologio registrano in modo decisamente più preciso i nostri sforzi. In precedenza, con gli Apple Watch Serie 2 che si appoggiavano al telefono per registrare i dislivelli, ci era capitato di percorrere regolarmente lo stesso tratto ma di avere registrati dislivello molto differenti gli uni dagli altri. Con l’Apple Watch Serie 3 le differenze registrate sono molto inferiori, nell’ordine della decina di metri al massimo. Per gli sportivi segnaliamo che a questi miglioramenti vanno aggiunti quelli portati in dote dal nuovo WatchOS 4 (è disponibile la versione 4.2). L’applicazione allenamento è stata arricchita con diverse interessanti novità: un maggior numero di scelte (anche per gli allenamenti al chiuso) e la possibilità di mettere in pausa una sessione di allenamento e di riprenderla con un’altra attività. Sempre per gli sportivi, ma non solo, citiamo l’app Battito cardiaco che oltre ad avvisarci se il nostro cuore batte oltre una soglia (da noi decisa) in situazione di riposo, è in grado di fornire indicazioni anche sulla frequenza media a riposo e sotto sforzo così come sul tempo di recupero.

Liberi dal telefono - Precisiamo subito che la versione con connettività telefonica non è stata pensata per sostituire il telefono. L’idea alla base, più volte ribadita da Apple, è di offrire la possibilità di uscire di casa senza iPhone e di rimanere comunque raggiungibile telefonicamente o tramite messaggi. Anche se una settimana di prove è poco per un giudizio definitivo ci sembra di poter dire che si tratta di un obiettivo raggiunto. Ma partiamo dall’inizio. Una volta modificato il contratto con il proprio operatore per aggiungere una seconda sim e fatti i necessari aggiornamenti (iOS 11.2 e WatchOS 4.2) si riceve un messaggio dal proprio operatore telefonico (al momento solo Sunrise e Swisscom supportano le e-sim) per aggiornare le impostazioni. Nel giro di pochi minuti si completa l’aggiornamento e si è pronti ad uscire liberi di lasciare l’iPhone in casa. Appena usciti dal raggio d’azione del wi-fi domestico sullo schermo dell’orologio sono apparsi i 4 puntini verdi che indicano la qualità della rete LTE. Il primo test effettuato è stato quello della telefonata. L’app specifica è molto intuitiva, i numeri preferiti si raggiungono rapidamente e anche la schermata numerica è pratica. Ciò che più conta è però la qualità dell’audio durante la chiamata. Utilizzando le AirPods non si notano sostanziali differenze rispetto alle chiamate con il telefono, sia che si parli o che si ascolti. Quando invece si telefona sfruttando l’altoparlante e il microfono inseriti nel telefono (entrambi notevolmente migliorati) inevitabilmente la qualità diminuisce, ma anche a detta di coloro che ci ascoltavano resta più che accettabile e migliora ulteriormente se si avvicina il polso a 20-30 cm dalla bocca. Nell’ascolto senza cuffie i rumori di contorno disturbano, ma non al punto da impedirne l’utilizzo. A coloro che stanno considerando l’acquisto del modello con rete LTE suggeriamo di acquistare anche delle cuffie con connessione bluetooth. Queste sono indispensabili per poter accedere dall’orologio agli oltre 40 milioni di brani presenti nella libreria musicale di Apple.
Due app diverse (Radio e Musica) per ascoltare i brani di iTunes potrebbero confondere, ma se si capisce in che modo il software le gestisce, la confusione svanisce rapidamente (nel caso non ricordassimo esattamente quale stiamo usando l’icona in alto a sinistra chiarisce subito il dubbio). Facciamo un esempio: se si chiede a Siri di ascoltare un cantante lei ricorre a Radio e crea una stazione tematica basata sull’artista, se invece si fa una richiesta più precisa (brano e cantante) si passa a Musica e alla ricerca nella libreria personale o di iTunes. In entrambi i casi si può aggiungere il brano o la stazione radio alle preferite direttamente dallo schermo dell’orologio. Entrambe le app sono molto intuitive da utilizzare e risultano semplici anche sull’orologio. In alcuni casi ci è capitato che la reattività non fosse proprio da record; difficile dire se fosse colpa della connessione telefonica, del software o dell’hardware, ma in ogni caso fissare la schermata immobile nell’attesa che qualcosa si muova non fa sembrare intelligenti e non gratifica un granché.
Tra le cose che ci sono piaciute maggiormente, lo ammettiamo con un misto di compiacimento e coscienza sporca, c’è il fatto di poter uscire a cena lasciando a casa il proprio iPhone e osservare quanto tempo i commensali passano guardando lo schermo del proprio telefono per controllare se vi sono messaggi, notifiche o altro. Coscienza sporca perché sappiamo bene quanto questa fosse (e sia ancora) una nostra cattiva abitudine.

Tutto il resto - Ci sarebbe ancora molto da dire e sono molti i dettagli che meriterebbero più attenzione: per esempio lo schermo OLED di seconda generazione che, oltre ad offrire una luminosità di 1000 nit (rispetto ai 450 del primo modello) e una definizione retina, funge anche da antenna per le reti LTE o UMTS, o Siri che ancora non ci capisce come vorremmo o, più banalmente, il nuovo braccialetto sport con chiusura in velcro che ci sorprende ogni volta che lo indossiamo e lo bagniamo (e per questo riteniamo i 49.- necessari alluso acquisto un’ottima spesa). Concludiamo con il prezzo: 449.- Chf (più circa 10 di abbonamento per la seconda sim) per il modello in alluminio con connettività cellulare non sono per niente pochi. Di sicuro i 369.- Chf necessari per comprare il modello “semplice” sono certamente una spesa più digeribile. Dobbiamo anche sottolineare il fatto che in una giornata normale i momenti in cui restiamo soli con l’orologio non sono molti, per la maggior parte del tempo il telefono è a portata di bluetooth e quindi l’orologio vi si collega automaticamente. A questo sommiamo l’annosa questione roaming che, ovviamente, colpisce anche l’orologio. Benché in sostanza ci siano molti punti positivi ci sembra doveroso chiedersi se la connessione LTE sia effettivamente una necessità che vale l’investimento. Il nostro suggerimento, come sempre, è quindi quello di pensare bene alle proprie esigenze prima di buttarsi in un investimento non indifferente.

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