Keystone
UE / SVIZZERA
19.08.2020 - 11:200

In Svizzera la carne resta cara, in Islanda e Norvegia un po' meno

Gli svizzeri sborsano più del doppio della media europea. Sopra anche i Paesi vicini, ma molto meno.

BRUXELLES / BERNA - Preparare una grigliata di carne in Svizzera costa molto più caro rispetto al resto dell'Europa: il costo della carne nella Confederazione è infatti di 2,35 superiore rispetto alla media Ue. Lo rilevano i dati dell'istituto europeo di statistica Eurostat relativi al 2019, che per il nostro Paese non differiscono significativamente da quelli del 2018.

La carne è un prodotto di lusso anche in Islanda e Norvegia, dove i prezzi sono rispettivamente 1,56 e 1,49 più elevati. Nei due Paesi nordici, però, si registra un lieve avvicinamento alla media europea (dato 2018: rispettivamente 1,65 e 1,55).

Se si considera la media Ue (calcolata sui 27 Paesi) al 100%, le più economiche risultano Montenegro e Macedonia del Nord (63%), ma in generale nell'Europa dell'est la carne ha un prezzo inferiore rispetto ai Paesi centro-occidentali.

All'interno dell'Ue l'indice è superiore alla media in diversi Paesi, tra cui Austria (145), Lussemburgo (141) e Francia (131). Gettando lo sguardo anche agli altri Stati limitrofi, pure in Italia (118) e in Germania (106) la carne risulta più costosa della media.

La speciale classifica non tiene tuttavia conto della qualità né dei tagli e comprende tutte le categorie di carni: manzo e vitello, maiale, agnello, montone e capra, pollame, altre carni e frattaglie commestibili, specialità gastronomiche e altre preparazioni di carne.

Anche per altri generi alimentari gli svizzeri devono sborsare molto di più degli altri abitanti dell'Europa, ma non come per la carne. In generale il costo degli alimenti in Svizzera è 1,66 volte superiore alla media dell'Ue, in linea con il suo maggiore potere d'acquisto.

Solo il latte, il formaggio e le uova sono relativamente accessibili a un prezzo di 1,39 volte più alto. Nella Confederazione si pagano decisamente di più anche pane e cereali (1,64) e pesce (1,46), indica Eurostat.

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