Altri 15 miliardi di sterline per il piano di riarmo

Dal 2035 il 4,2% del Pil srà dedicato alla spesa militare, ha spiegato il primo ministro britannico uscente Starmer
LONDRA - La minaccia «non è remota», vi sono Paesi stranieri che «stanno prendendo di mira il Regno Unito». Così il premier britannico uscente Keir Starmer ha giustificato oggi il nuovo piano miliardario di investimenti extra per la difesa e il riarmo (Dip), presentandone i contenuti in un evento pubblico con la titolare del Tesoro, Rachel Reeves.
Il piano porta a 300 miliardi di sterline il totale delle risorse per la spesa militare britannica «nei prossimi quattro anni». Mentre Reeves ha precisato che l'investimento aggiuntivo è stato rivisto al rialzo a 15 miliardi di sterline e ha elogiato «la chiarezza morale di Keir».
La lezione della guerra in Ucraina
Starmer ha evocato una strategia che punta sull'innovazione tecnologica e - fra l'altro - sullo sviluppo dei droni, nel rispetto «della lezione» della guerra fra Ucraina e Russia. Complessivamente il budget britannico per la difesa dovrebbe assestarsi, ha affermato, attorno a 80 miliardi di sterline all'anno a partire dal 2029 (anche per giungere all'obiettivo confermato del 3,5% del Pil nel 2035).
Gli investimenti aggiuntivi - saliti dai 13,5 miliardi annuali stanziati a maggio a 15, ma lontani dai 28 miliardi invocati a suo tempo dagli ambienti militari e da figure politiche come l'ex ministro della Difesa, John Healey, dimessosi per protesta alcune settimane fa - serviranno a rendere «il popolo britannico più sicuro», ha detto il premier dimissionario, mostrandosi fiducioso che essi - assieme alle misure adottate «con gli alleati europei» - aiuteranno a «scoraggiare la Russia» dalla tentazione di «attaccare» la Gran Bretagna.
Nel contempo, sir Keir ha ribadito l'impegno di Londra a continuare a «sostenere l'Ucraina» contro Mosca; mentre, in riferimento al vertice dell'Alleanza Atlantica del 7 luglio ad Ankara, ha difeso l'incremento delle spese militari del Regno come un contributo a «costruire una Nato più europea», seppure in un contesto che non deve escludere gli Usa, ma al contrario rafforzare «il legame transatlantico»: tuttora vitale, a suo parere, per «mantenere la sicurezza del nostro Paese».
C'è sempre qualcuno che vuole di più
Rispondendo ai giornalisti, che lo incalzavano sulle critiche delle opposizioni, di alcuni esponenti del suo partito e di veterani delle forze armate, il premier laburista uscente ha poi sottolineato che - qualunque cifra si stanzi - «ci sarà sempre qualcuno pronto a dire che si doveva spendere di più». «Io ho dovuto valutare con giudizio le nostre potenzialità e credo di averlo fatto nel modo giusto per affrontare le minacce non solo dell'oggi, ma anche del domani», ha quindi rivendicato, descrivendo «questo piano d'investimenti per la difesa» come «un imponente passo in avanti».
Starmer non ha infine confermato né smentito d'aver sottoposto il testo al suo atteso successore, Andy Burnham, limitandosi a dire di aver voluto lasciare in eredità a Burnham un impegno in grado di mettere «la difesa in una situazione migliore»: nell'ambito di uno scenario che a suo dire «non si misura solo in soldi», ma pure nella percezione degli altri Paesi che guardano ora «al Regno Unito come a un leader» sul fronte della sicurezza collettiva.
4,2% del Pil per la spesa militare
Il nuovo piano miliardario d'investimenti extra per la difesa e il riarmo (Dip) presentato oggi in pubblico dal premier uscente britannico Keir Starmer, e destinato a essere illustrato più tardi in Parlamento dal ministro Dan Jarvis, porterà il Regno Unito - se rispettato - a incrementare dal 2035 al 4,2% del Pil la spesa complessiva per il comparto militare: sommando le risorse «per la sicurezza» a quelle propriamente destinate alla difesa (già fissate al 3,5).
Lo ha precisato lo stesso Starmer in risposta ai giornalisti, che gli chiedevano conto dell'obiettivo del 5% sollecitato a più riprese dal presidente americano Donald Trump agli alleati Nato fin dall'anno scorso.
Il premier laburista ha evitato qualsiasi riferimento a Trump su questo punto, ma ha detto: «Sono molto lieto di poter riferire di questo incremento ai colleghi dalla Nato la settimana prossima (in occasione del vertice di Ankara, ndr) ed essi saranno lieti di discuterne con noi. Sono orgoglioso del bilancio che potrò presentare a quel summit in materia di difesa e sicurezza».



