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Il Piano B delle misure anti-Covid costerebbe fino a 18 miliardi di sterline all'economia del Regno Unito.
REGNO UNITO
26.10.2021 - 16:150

Il Piano B delle misure anti-Covid costerebbe fino a 18 miliardi di sterline all'economia britannica

Per questo motivo il governo Johnson non prende in considerazione il Piano B (nonostante quello A non stia funzionando)

LONDRA - L'attuazione del Piano B con misure anti-Covid più restrittive provocherebbe danni fino a 18 miliardi di sterline (22,8 miliardi di franchi svizzeri) all'economia britannica. È quando indicano documenti governativi che sono stati intercettati da Politico.

Il report è giunto sulla scrivania del primo ministro Boris Johnson e rappresenta il punto di vista ai piani alti del governo di Londra, che si trova a dover fronteggiare un aumento dei contagi dopo che in Inghilterra sono state revocate molte misure di contenimento del virus. 

La valutazione dell'impatto - Il passaggio al Piano B, secondo il quotidiano, è stato preso in considerazione seriamente dai ministri conservatori. Il provvedimento prevede una serie di provvedimenti in vigore per tutto l'inverno quali il pass Covid, l'uso obbligatorio della mascherina e il lavoro da casa. La cifra pessimistica di 18 miliardi di sterline è la valutazione dell'impatto fatta dal Tesoro britannico e dalla Taskforce Covid-19 dell'Ufficio di gabinetto di Johnson. In sostanza, gli esperti ritengono sicuri i gravi danni per l'economia e incerti i vantaggi delle misure dal punto di vista sanitario.

Le considerazioni riguardano in particolare il lavoro da remoto e l'impatto che avrebbe in particolare in città e centri urbani, di fronte a beneficio solo moderatamente positivo sulla riduzione della trasmissione del Sars-CoV-2.

C'è anche un Piano C - Questi documenti, secondo l'analisi di Politico, permettono di spiegare come mai l'esecutivo Johnson non abbia ancora introdotto il Piano B, nonostante il peggioramento della situazione pandemica. La Taskforce ha poi ipotizzato un Piano C che prevede restrizioni ancora più severe in stile lockdown, che porterebbe senz'altro a dei grossi vantaggi in termini di riduzione del contagio. 

Un portavoce del governo ha dichiarato: «Sapevamo che i prossimi mesi sarebbero stati impegnativi, motivo per cui abbiamo definito il nostro piano per l'autunno e l'inverno il mese scorso. Il Piano B assicura che siamo pronti, qualora dovessimo agire, per evitare un aumento insostenibile dei ricoveri che eserciterebbe una pressione insostenibile sul sistema sanitario nazionale». Però, precisa il portavoce, «le presunzioni avanzate non riflettono la politica del governo. I dati non mostrano attualmente che il Piano B sia necessario e non è prevista una tempistica di cinque mesi». 

Tre possibili strade - Johnson si trova quindi a dover scegliere tra un Piano A che si sta mostrando inefficace nel prevenire la diffusione del contagio, un Piano B dagli esiti sanitari incerti ma con impatto economicamente molto negativo e un Piano C che né lui, né gli altri vertici governativi, vogliono prendere in considerazione.

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