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17.10.2019 - 11:490
Aggiornamento : 15:33

Trovato l'accordo sulla Brexit. Sabato si vota

Lo hanno dichiarato Jean-Claude Juncker e Boris Johnson

BRUXELLES - È stato trovato un accordo tra la Gran Bretagna e l'Ue sulla Brexit. Lo hanno dichiarato oggi Jean-Claude Juncker e Boris Johnson.

«Dove c'è volontà c'è accordo e noi lo abbiamo», ha twittato Juncker. È un accordo «bilanciato ed equo per l'Unione Europea e il Regno Unito e testimonia il nostro impegno a trovare soluzioni. Raccomando che il Consiglio Europeo faccia sua l'intesa», ha aggiunto il presidente della Commissione europea.

«Abbiamo ottenuto insieme un risultato giusto e ragionevole» ha affermato il capo negoziatore dell'Ue, Michel Barnier. «La pazienza è una virtù e la Brexit è una scuola di pazienza. Abbiamo trovato un accordo sul recesso ordinato e sul quadro delle nostre relazioni future. È il risultato di un lavoro intenso», ha aggiunto.

Johnson ha confermato il raggiungimento di una nuova intesa che dovrebbe consentire un «distacco» ordinato di Londra dall'Unione Europea. «Abbiamo un grande nuovo accordo - sottolinea il premier britannico -, che ci restituirà il controllo» del nostro Paese. 

Il tweet di Johnson è stato diffuso mentre il primo ministro lasciava Downing Street da un'uscita posteriore, in partenza verso Bruxelles dove è previsto che si rivolga ai leader dei 27 Paesi Ue prima del Consiglio Europeo al via nel pomeriggio. «Ora il Parlamento deve lasciare che la Brexit sia fatta», prosegue, confermando che il voto di Westminster vi sarà sabato durante una seduta straordinaria.

Le Borse festeggiano dopo aver ricevuto la notizia: Londra sale dello 0,58%, mentre vola la sterlina, che inverte la rotta e guadagna lo 0,5% sull'euro a 1,1626.

Johnson ha evitato qualunque riferimento all'atteggiamento negativo annunciato alcune ore fa dagli alleati unionisti nordirlandesi del Dup, incoraggiando invece il Parlamento britannico a dare il via libera all'intesa in modo che il Regno possa poi «muoversi per affrontare le altre sue priorità, come il costo della vita, la sanità pubblica, la criminalità violenta e l'ambiente». Le riserve degli unionisti restano valide: «La nostra precedente dichiarazione - si legge in una breve nota - resta valida in risposta alla notizia che un deal è stato raggiunto». Negative, quanto scontate, anche le prime reazioni delle leadership dei maggiori partiti di opposizione, dal Labour ai LibDem di Jo Swinson.

«L'accordo negoziato dal primo ministro sembra persino peggiore di quello di Theresa May, già rigettato a valanga» dal Parlamento, ha tuonato il leader laburista Jeremy Corbyn.

«Queste proposte - a suo avviso - rischiano d'innescare una corsa al ribasso su diritti e tutele», sono «un accordo-svendita che non riunifica il Paese e che deve essere respinto». Poi il riferimento a un referendum bis: «Il miglior modo di risolvere la Brexit è ora ridare la parola al popolo per un voto finale».

Barnier: «Nel futuro di Ue e Regno Unito c'è un accordo di libero scambio» - «La scelta per le relazioni future» tra l'Ue ed il Regno Unito «è quella di un accordo di libero scambio», mentre «l'ipotesi di un territorio doganale unico è stata eliminata». Così si è espresso oggi il capo negoziatore dell'Ue Michel Barnier, spiegando che il testo per l'accordo di recesso «garantisce la certezza per i diritti dei cittadini, per le imprese», e per i conti degli impegni presi a 28.

E prevede anche il periodo di transizione, che finirà nel 2020, ma che potrebbe proseguire un paio di anni in più, «se ci sarà un accordo congiunto».

Dup: «Le nostre riserve restano» - Le riserve degli unionisti nordirlandesi del Dup, alleati del governo Tory di Boris Johnson nel Parlamento britannico, restano valide anche dopo l'annuncio dell'accordo sulla Brexit arrivato da Bruxelles e da Londra.

«La nostra precedente dichiarazione - si legge in una breve nota - resta valida in risposta alla notizia che un deal è stato raggiunto». Negative, quanto scontate, anche le prime reazione delle leadership dei maggiori partiti di opposizione, dal Labour di Jeremy Corbyn ai LibDem di Jo Swinson.

Sabato si vota - Il governo di Boris Johnson intende presentare sabato mattina alla Camera dei Comuni britannica una mozione in cui chiedere ai deputati di votare "o per il deal" raggiunto oggi sulla Brexit con Bruxelles o per "un no deal".

Lo ha annunciato oggi i ministro dei Rapporti col Parlamento, Jacob Rees-Mogg in aula, precisando che il voto sarà preceduto da uno statement del primo ministro e da un dibattito. La formulazione della mozione è però contestata dalle opposizioni, che vogliono far valere a legge anti-no deal.

Il Dup conferma: «Non possiamo votare l'accordo» - Gli unionisti nordirlandesi del Dup confermano di non poter votare a favore dell'accordo sulla Brexit raggiunto oggi dal premier Boris Johnson con l'Ue. Lo si legge in una nota diffusa dopo che il premier ha annunciato "un nuovo grande deal", come scrivono.

Il Dup sostiene di aver sempre lavorato dopo il referendum per "una Brexit negoziata" e per un accordo. Ma solo un accordo in grado di rispettare «gli interessi economici e costituzionali di lungo termine dell'Irlanda del Nord e l'integrità dell'unione del Regno».

Juncker: «Ora non c'è nessun bisogno di una proroga» - «Abbiamo un accordo e questo significa che non abbiamo bisogno di un prolungamento». Lo ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker alla conferenza stampa congiunta con il premier britannico Boris Johnson oggi a Bruxelles. «Questo accordo è giusto, ragionevole ed equilibrato e protegge i diritti dei nostri cittadini, la pace, la stabilità ed il mercato interno. Non ci sarà nessuna frontiera in Irlanda del nord», ha aggiunto.

Johnson insiste: «Westminster voti l'eccellente accordo» - «Spero che i miei colleghi a Westminster ora si riuniscano per portare a termine la Brexit, per votare questo eccellente accordo e per uscire dall'Ue senza ulteriori ritardi». Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson alla conferenza stampa congiunta con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

Johnson: «L'accordo protegge l'Irlanda del Nord» - «L'accordo sulla Brexit è un buon accordo per l'Ue e per noi ed è un risultato che riflette l'enorme lavoro fatto e sono d'accordo con te, Jean-Claude, che l'accordo protegge il processo di pace in Irlanda del Nord».

Così il premier britannico Boris Johnson alla conferenza stampa a Bruxelles con il presidente della Commissione europea Jean-Claud Juncker.

«Questo significa che abbiamo adesso una vera Brexit che si potrà realizzare e significa che l'insieme del Regno Unito lascerà l'Ue il 31 ottobre», ha aggiunto.

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