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Giuseppe Conte ha tenuto il suo discorso alla Camera in vista del voto di fiducia di stasera.
ITALIA
09.09.2019 - 11:400
Aggiornamento : 12:08

«Un progetto a favore dei cittadini»

Il premier Giuseppe Conte ha tenuto il suo discorso alla Camera per ottenere la fiducia: «Guiderò il governo con disciplina e onore»

ROMA - Il premier italiano Giuseppe Conte è entrato nell'Aula della Camera per il suo discorso programmatico con cui chiederà la fiducia e ha preso posto tra Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, e Luciana Lamorgese, ministro dell'Interno.

Conte ha salutato Di Maio e stretto la mano a Francesco Boccia e Roberto Speranza seduti sotto di lui, quindi ha rivolto un gesto di incoraggiamento con le mani intrecciate alla sua sinistra, in direzione dei banchi del Pd.

«Prima di avviare le mie comunicazioni in quest'aula concedetemi innanzitutto di rivolgere un saluto e un ringraziamento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella il quale anche in queste ultime fasi determinanti per la vita della Repubblica esercitando con scrupolo le sue prerogative istituzionali ha guidato con equilibrio e saggezza ed è stato riferimento imprescindibile per tutti».

Così apre il suo discorso alla Camera il premier Giuseppe Conte. Al capo dello Stato è stato tributato un lungo applauso.

«Ho sempre inteso il mio ruolo come servizio al Paese e nell'esercitare il mio servizio ho cercato di guardare sempre al bene comune senza lasciare che prevaricassero interessi di parte», ha detto Conte.

«Il programma che mi accingo a illustrare non è un mero elenco di proposte eterogenee, né una sommatoria dei programmi delle diverse forze politiche della maggioranza. Al contrario è sintesi programmatica, un progetto del Paese a favore dei cittadini».

«È un programma che ha l'ambizione di costruire la società in cui vogliamo vivere noi stessi che abbiamo un po' di anni sulle spalle ma che vogliamo consegnare ai nostri figli e nipoti nella consapevolezza che il patto politico e sociale che proponiamo si prospetta necessariamente per essere sostenibile in una dimensione intergenerazionale», ha continuato il premier.

«Il mio progetto rappresenta elementi e caratteristiche di forte novità: nuovo in impostazione, impianto progettuale» e anche «nelle modalità di elaborazione delle risposte alle esigenze» delle persone, ha continuato Conte.

«Io e tutti i miei ministri - ha detto - prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee»: è necessario recuperare «sobrietà e rigore affinché i nostri cittadini possano vedere con rinnovata fiducia nelle istituzioni».

«Sono molte le sfide che ci attendono, a partire dalla prossima sessione di bilancio, che dovrà indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, pur in un quadro macroeconomico internazionale caratterizzato da profonda incertezza», ha affermato.

Giovani e donne - «Oggi ci presentiamo per chiedere a voi, rappresentanti del popolo italiano, la fiducia sul nuovo governo, che sarà mio compito guidare con "disciplina e onore"». «La sfida sul piano interno è quella di ampliare la partecipazione alla vita lavorativa delle fasce di popolazione finora escluse. Esse si concentrano soprattutto tra i giovani e le donne, particolarmente nel Mezzogiorno», ha affermato Conte. Il contrasto a «scarsa formazione, carente dotazione di conoscenze e di competenze, difficoltà di conciliare vita familiare e vita lavorativa» - ha detto - saranno al centro dell'azione di governo. «Scuole e università di qualità, asili nido e servizi alle famiglie, specialmente quelle con figli, saranno dunque le prime leve sulle quali agire. Il primo, immediato intervento sarà sugli asili nido. Non possiamo indugiare oltre».

«Vogliamo offrire loro, come a tutti gli altri lavoratori, opportunità di lavoro, salari adeguati e condizioni di vita degne di un Paese civile, di un Paese che, fin dal 1948, ha sancito, nella propria Carta fondamentale, il diritto del lavoratore a un'esistenza libera e dignitosa. Dobbiamo perciò rimuovere gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di questo primario obiettivo e che - purtroppo - sono riconducibili alle più varie cause», ha continuato.

«Questo Governo, quale prima misura di intervento a favore delle famiglie con redditi bassi e medi, si adopererà, con le Regioni, per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili-nido e micro-nidi a partire dall'anno scolastico 2020-2021 e per ampliare, contestualmente, l'offerta dei posti disponibili, soprattutto nel Mezzogiorno. È una delle varie misure che introdurremo anche al fine di sostenere la natalità e contrastare così il declino demografico», ha dichiarato.

«È in gioco il futuro dei nostri giovani migliori. Purtroppo, tra le tante eccellenze del nostro Paese, ve ne è una che - da troppi anni - stiamo "esportando", al di là delle nostre intenzioni. Sono le nostre ragazze, i nostri ragazzi, soprattutto quelli del Sud - ha sottolineato - costretti ad abbandonare i propri affetti, i territori in cui sono cresciuti per trovare all'estero nuove opportunità di vita. Occorre invertire questa tendenza, che espone la nostra Nazione al rischio di un inesorabile declino».

Ridurre le tasse sul lavoro - «Nella prospettiva di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi, in linea con il fondamentale principio costituzionale della progressività della tassazione, il nostro obiettivo prioritario è ridurre le tasse sul lavoro - il cosiddetto 'cuneo fiscale' - a totale vantaggio dei lavoratori, e individuare una retribuzione giusta - il cosiddetto "salario minimo"» ha aggiunto Conte.

«Ci prefiggiamo di introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni: è una battaglia che vogliamo portare a termine al più presto in omaggio a tutte le donne», ha detto.

«Occorre - ha poi proseguito - contrastare le odiose forme di sfruttamento dei lavoratori, che finiscono in non rari casi con l'essere ridotti in condizioni analoghe a quelle che una volta avremmo definito vere e proprie condizioni di schiavitù».

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