keystone-sda.ch/ (MASSIMO PERCOSSI)
ITALIA
27.08.2019 - 11:260

Pd e M5S, salta il vertice: il punto non è Conte ma la squadra

La trattativa prosegue su vicepremier e ministeri più pesanti

ROMA - In Italia, sarebbe incagliata sul nodo dei vicepremier e dei ministeri più pesanti, la trattativa tra M5S e Pd per la formazione del nuovo governo. Secondo fonti parlamentari democratiche, non ci sarebbero veti sulla premiership di Giuseppe Conte ma prima vanno sciolti altri nodi.

In particolare, spiegano le stesse fonti, considerato Conte come esponente del Movimento 5 Stelle, il Partito democratico dovrebbe avere l'unico vicepremier. Inoltre, per dare un segno di svolta sulla politica economica, la delegazione Pd avrebbe chiesto tutti i ministeri economici.

Al momento la delegazione pentastellata avrebbe detto no, invocando per Luigi Di Maio il ruolo di vicepremier e un ministero di peso, come gli Interni. Ma uno dei nodi è proprio il Viminale, che il Pd avrebbe chiesto per un suo esponente (o al più una figura terza).

Ad ora la trattativa è bloccata e i Cinque stelle hanno annullato il vertice in programma alle 11.00. Ma non si esclude che domani nelle consultazioni i due partiti possano dare l'indicazione di Conte premier per poi lasciare a lui verificare, in tempi rapidi, se ci sono le condizioni per formare il governo. Se tutto salterà, c'è già chi ipotizza come data utile per il voto il 10 novembre.

Aggiornamento - M5s annulla il vertice col Pd delle 11: «Prima sì a Conte» - I Cinque Stelle annullano il vertice con i democratici previsto per le 11. «Inutile vedersi senza prima un sì ufficiale a Conte premier», fanno sapere dal Movimento 5 Stelle e Luigi Di Maio, ai suoi, dice di essere «stanco di giochini».

Lettura opposta dal Partito democratico, dove non commentano la nota dei pentastellati e Nicola Zingaretti è riunito con i big del Pd per valutare la situazione: sarebbero le divisioni tra i M5s a frenare il negoziato.

Per questo è stata rinviata a domattina alle 10.00 la direzione dei democratici prevista per le 10.00. Il senatore 5s Gianluigi Paragone fa sapere che non voterà la fiducia a un governo giallo-rosso, se dovesse nascere. I mercati, invece, credono al governo: lo spread è in deciso calo a quota 187, Milano guida le Borse europee con +0.5%.

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