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Aperti i seggi per le presidenziali in Ucraina.
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UCRAINA / TURCHIA
31.03.2019 - 08:520

Giornata di voto tra presidenziali e amministrative

Nel primo caso sfida a tre tra Poroshenko, Timoshenko e Zelensky, nel secondo test per Erdogan

KIEV - Si sono aperti i seggi - quasi 30mila - per le elezioni presidenziali in Ucraina. Gli aventi diritto al voto sono più di 29 milioni.

I sondaggi mostrano che più dell'80% degli elettori sono pronti a recarsi alle urne ma gli esperti prevedono l'affluenza al 65%. Più di 135 mila unità forze dell'ordine garantiranno la sicurezza - più di 2 milioni di osservatori ufficiali di organizzazioni e Paesi internazionali sono inoltre stati registrati per monitorare le elezioni ucraine.


KEYSTONE/EPA (SERGEY DOLZHENKO)

I tre favoriti al primo turno sono il presidente in carica Petro Poroshenko, l'ex premier Yulia Timoshenko e il comico Vladimir Zelensky.

Test per Erdogan - Dalle 7 di mattina (le 6 in Svizzera) sono aperte le urne per permettere a 57 milioni di turchi di votare in elezioni amministrative che il presidente Recep Tayyip Erdogan guarda come a un test cruciale sulla sua popolarità. Il voto si concluderà alle 16 (le 15 in Svizzera) in tutte le 32 province orientali, mentre apertura e chiusura dei seggi avverranno un'ora dopo nelle restanti 49.

Tra gli elettori nei quasi 200mila seggi sono iscritti anche un milione di giovani che votano per la prima volta. Si scelgono i 1289 sindaci fra le 30 città metropolitane, 51 capoluoghi provinciali e 922 distretti. Oltre a consiglieri comunali e altre figure di amministratori locali. Forte lo sbilanciamento di genere nelle schede: su 8263 candidati a guidare le amministrazioni locali, il 92% sono uomini.


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Due gli schieramenti principali: la Coalizione del Popolo, formata dall'Akp di Erdogan e dai nazionalisti del Mhp, già insieme in Parlamento, e la Coalizione della Nazione, nata dall'intesa tra il Chp e l'Iyi di centro-destra. Non si tratta di alleanze formali - non previste dalla legge - ma di accordi di reciproco sostegno. I filo-curdi dell'Hdp, terza forza in Parlamento, non presentano nessuno nelle grandi metropoli per concentrarsi sulle proprie roccaforti nel sud-est e non disperdere il consenso tra le forze di opposizione.

Nella sua campagna elettorale, Erdogan ha esaurito il campionario delle sue promesse, aggiungendo in extremis anche la riconversione in moschea del museo di Santa Sofia, monumento simbolo di Istanbul, e facendo appello all'orgoglio nazionale contro le presunte speculazioni dell'Occidente sull'economia turca e l'eterna carta della lotta al terrorismo.

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