Keystone / EPA Ansa
ITALIA
23.09.2018 - 17:350

Migranti, Salvini pronto a denunciare le ong

Il ministro dell'Interno italiano accusa di «favoreggiamento dell'immigrazione clandestina» chi aiuta gli scafisti

ROMA - Il ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini denuncerà «per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina chi aiuta gli scafisti».

«Nelle ultime ore - aggiunge - i trafficanti hanno ripreso a lavorare, riempiendo barchini e approfittando della collaborazione di qualche Ong. Tra queste c'è Aquarius 2, che poco fa ha recuperato 50 persone al largo di Zuara. Altri due gommoni, con a bordo 100 immigrati ciascuno, sarebbero in navigazione».

«Pensare che, dopo il caso Diciotti - aggiunge Salvini -, le partenze dalla Libia si erano azzerate! Aquarius 2 ha intralciato il lavoro della guardia costiera libica, ignorando le indicazioni. Secondo alcuni quotidiani, Aquarius 2 sta per essere cancellata dai registri navali di Panama (dopo aver subìto la stessa decisione da Gibilterra) perché 'è illegale e non rispetta le procedure'. Anche l'altro giorno si era rifiutata di collaborare con la guardia costiera libica. Possono cambiare nome e bandiera altre mille volte: ma per questi signori i porti italiani restano chiusi».

1250 morti in mare - Dall'inizio dell'anno, oltre 1250 persone sono annegate mentre tentavano di attraversare il Mediterraneo centrale. Lo si legge in una nota di Msf-Sos Mediterranée.

«Coloro che tentano la traversata hanno tre volte in più la probabilità di annegare rispetto a coloro che ci avevano provato nel 2015. Il numero reale di morti è probabilmente molto più alto - aggiungono le ong - dal momento che non tutti i naufragi sono stati assistiti o registrati dalle autorità o dalle agenzie dell'ONU. Lo dimostra il naufragio ai primi di settembre al largo della costa libica in cui si stima che almeno 100 persone siano annegate. Nel frattempo, la guardia costiera libica, supportata dall'Europa, aumenta il numero di respingimenti nelle acque internazionali, tra l'Italia, Malta e la Libia, che negano ai superstiti il loro diritto di sbarcare in un luogo sicuro come stabilito dal diritto internazionale marittimo e dei rifugiati. Al contrario, queste persone vulnerabili vengono riportate in condizioni spaventose nei centri di detenzione libici».

Pressioni italiane su Panama? - SOS Méditerranée e Medici Senza Frontiere sono «sconvolte dall'annuncio dell'Autorità marittima di Panama di essere stata costretta a revocare l'iscrizione dell'Aquarius dal proprio registro navale sotto l'evidente pressione economica e politica delle autorità italiane. Questo provvedimento condanna centinaia di uomini, donne e bambini, alla disperata ricerca di sicurezza, ad annegare in mare e infligge un duro colpo alla missione umanitaria di Aquarius». Così si espimono in una nota le due organizzazioni umanitarie.

Sabato 22 settembre - prosegue la nota - il team a bordo di Aquarius è rimasto scioccato quando ha saputo che le autorità panamensi avevano informato ufficialmente Jasmund Shipping, il proprietario della nave, della richiesta delle autorità italiane a prendere 'azioni immediate' contro l'Aquarius. Nel messaggio ricevuto dall'Autorità marittima di Panama - riferiscono le ong - si legge che «sfortunatamente è necessario che l'Aquarius sia esclusa dal nostro registro perché la sua permanenza implicherebbe un problema politico per il governo e per la flotta panamense in direzione dei porti europei». Questo messaggio è arrivato nonostante l'Aquarius abbia completato con successo tutte le procedure di registrazione, essendo conforme agli standard elevati previsti dai regolamenti marittimi di Panama.

SOS Méditerranée e MSF denunciano fortemente queste azioni che dimostrano fin dove il governo italiano voglia spingersi, mentre la sola conseguenza è che le persone continueranno a morire in mare e che nessun testimone sarà presente per contare i morti. Le notizie dell'Autorità marittima di Panama sono arrivate mentre le équipe a bordo dell'Aquarius erano impegnate in un'operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale. Nelle ultime 72 ore, Aquarius ha aiutato due imbarcazioni in difficoltà e ora ha 58 persone a bordo, molte delle quali sono psicologicamente provate e affaticate dalla traversata in mare e dalle esperienze in Libia e per questo hanno bisogno urgentemente di sbarcare in un luogo sicuro come richiede il diritto internazionale marittimo. L'Aquarius ha sempre agito in piena trasparenza operando sotto il coordinamento di tutti i centri marittimi competenti e nel rispetto delle leggi marittime e delle convenzioni internazionali.

Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-10-19 00:02:19 | 91.208.130.86