Nissan taglia 900 posti in Europa, il 10% della forza lavoro

Gli esuberi riguarderanno principalmente funzioni amministrative e logistiche
BARCELLONA - Nissan taglierà circa 900 posti di lavoro in Europa, pari a circa il 10% della forza lavoro regionale, nell'ambito del piano globale di ristrutturazione. Lo ha annunciato la casa automobilistica giapponese, che impiega attualmente circa 9300 dipendenti nel continente.
Gli esuberi riguarderanno principalmente funzioni amministrative e logistiche. Tra le misure previste figurano la chiusura parziale del deposito di Barcellona e, nei mercati nordici, il passaggio a un modello di distribuzione basato su importatori locali, con l'abbandono della gestione diretta delle vendite.
Nel Regno Unito, lo stabilimento di Sunderland sarà interessato da una riorganizzazione delle attività produttive, tramite la fusione delle due linee esistenti in una sola, con l'obiettivo di migliorare efficienza e redditività. La società ha precisato che l'intervento non comporterà riduzioni dell'occupazione nella produzione diretta del sito britannico. Il piano si inserisce in un più ampio percorso di ristrutturazione già avviato negli anni scorsi.
Nel 2020 Nissan aveva chiuso i principali impianti di Barcellona, con una perdita di circa 3000 posti di lavoro. Il programma di rilancio, annunciato nel maggio 2025 dal CEO Ivan Espinosa, prevede la chiusura di sette stabilimenti tra Giappone ed estero, una riduzione complessiva della forza lavoro del 15% e il taglio di circa 20'000 posti. La casa auto dovrebbe fornire un aggiornamento sull'avanzamento delle misure in occasione della pubblicazione dei risultati finanziari annuali, attesa entro la fine del mese.



