Trump torna all'attacco del Papa. Leone XIV replica: «La mia missione è il Vangelo»

Le nuove parole del presidente contro il primo pontefice americano della Storia non passano inosservate in Vaticano.
WASHINGTON - Il Papa "sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Per lui va benissimo che l'Iran abbia un'arma nucleare". Alla vigilia del viaggio a Roma del suo segretario di Stato, il presidente americano Donald Trump torna ad attaccare Leone XIV complicando ulteriormente la già spinosa missione di Marco Rubio.
Le nuove parole del presidente contro il primo pontefice americano della Storia non passano inosservate in Vaticano. È lo stesso Papa a replicare: "la missione della Chiesa è predicare il Vangelo e la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, lo faccia", ha detto in serata uscendo da Castel Gandolfo, ricordando nel merito che "la Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari". "Quindi non c'è nessun dubbio - ha ribadito -. Spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio".
In giornata era stato il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a sottolineare che il Pontefice "va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, la pace come direbbe San Paolo" in ogni occasione "opportuna e inopportuna". "Può piacere o no", ha rimarcato Parolin, ma il ruolo di Papa Prevost è quello di "predicare la pace".
Nel mezzo del polverone provocato dal ciclone Trump, Rubio sbarca a Roma per incontrare il Papa e il governo Meloni con l'obiettivo, aveva spiegato il Dipartimento di Stato, di promuovere le "relazioni bilaterali". Ma la missione appare ora sempre più in salita: fervente cattolico, Rubio ha visto il Papa nel 2025 partecipando alla sua cerimonia di insediamento. Allora con lui c'era il vicepresidente JD Vance.
Questa volta Rubio si presenta in Vaticano da solo segnalando, secondo gli osservatori, la sua ascesa all'interno dell'amministrazione e fra i repubblicani, che lo vedono sempre più un'alternativa convincente alla presidenza per il 2028. Vance resta il favorito per la Casa Bianca ma l'aver difeso Trump nelle critiche al Papa e nella guerra in Iran rischia di danneggiarlo.
Per Rubio e i conservatori ricucire lo strappo con il Vaticano non è solo importante da un punto di vista diplomatico visto che Trump e Prevost sono i due americani più in vista al mondo. È essenziale anche da quello politico: il voto in massa dei cattolici è stato decisivo per il ritorno alla Casa Bianca di Trump e gli attacchi al Pontefice hanno sollevato una levata di scudi fra i cristiani d'America, il 42% dei quali si è schierato con Prevost e solo il 31% con il presidente. Il rischio è che al Partito repubblicano venga a mancare il loro sostegno alle elezioni di metà mandato, mettendo così ancora più in pericolo il già vacillante controllo del Congresso.
Il nuovo attacco del presidente a Leone arriva a poche settimane dal precedente affondo quando Trump, infastidito dalle parole del Papa sulla pace, lo aveva definito "debole e pessimo in politica estera". Un post su Truth che fece il giro del mondo, scatenando una bufera di critiche.
Anche quelle della premier italiana Giorgia Meloni che aveva bollato come "inaccettabili" le frasi sul pontefice, aprendo una profonda crepa con l'alleato americano. "È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha una arma nucleare", aveva replicato Trump, già spazientito dal mancato sostegno degli alleati della NATO alla operazione in Iran.
Una tensione transatlantica, alimentata anche dalle critiche del cancelliere tedesco Friedrich Merz, sfociata nell'annuncio di un ritiro parziale delle truppe americane di stanza in Germania e nelle minacce di fare lo stesso in Spagna e Italia. E di riaprire la guerra commerciale all'Europa, con dazi al 25% sulle auto "Made in UE".



