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GUERRA COMMERCIALE

Rimborsi sui dazi per 166 miliardi: non sarà per nulla facile riavere il denaro speso

La piattaforma è attiva da lunedì, ma al momento sono i dubbi a prevalere
AFP
Fonte Thomson Reuters
Rimborsi sui dazi per 166 miliardi: non sarà per nulla facile riavere il denaro speso
La piattaforma è attiva da lunedì, ma al momento sono i dubbi a prevalere

WASHINGTON - Il sistema CAPE (Consolidated Administration and Processing of Entries), avviato il 20 aprile dall’amministrazione del presidente Donald Trump, segna una nuova fase per il commercio globale. La piattaforma elettronica è chiamata a gestire rimborsi tariffari per 166 miliardi di dollari, dopo che a febbraio la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittime le tariffe interessate.

La dimensione dell’operazione è significativa: oltre 330.000 importatori hanno pagato i dazi su circa 53 milioni di spedizioni. Il rollout graduale del sistema, gestito dalla U.S. Customs and Border Protection (CBP), introduce però incertezze sui tempi di elaborazione, sui requisiti documentali e sulla pianificazione dei flussi di cassa. Lo puntualizzano gli esperti di tasse e servizi contabili di Thomson Reuters

Le principali criticità - Tra le difficoltà più rilevanti emerge la valutazione costi-benefici. Per molte piccole imprese, il rischio è che i costi legati alla richiesta di rimborso superino i vantaggi economici. In assenza di una visione chiara sulle voci ammissibili e sulle tempistiche di recupero, effettuare analisi accurate diventa complesso.

Le aziende devono calcolare con precisione l’entità dei rimborsi, inclusi eventuali interessi, per decidere quali richieste presentare. Questa incertezza incide sulla pianificazione strategica e sull’allocazione delle risorse, mentre i team di compliance sono già impegnati nelle attività operative quotidiane.

Il problema dei dati - Un ulteriore nodo riguarda la gestione dei dati. I team devono riconciliare i registri delle importazioni con le tariffe annullate, incrociare i numeri di ingresso con le cronologie dei pagamenti e mantenere una documentazione completa per ogni pratica. I processi manuali richiedono tempo e aumentano il rischio di errori, in un contesto regolatorio complesso e sotto la supervisione della Court of International Trade.

Carico di lavoro aggiuntivo - Si aggiungono le pressioni sulle risorse interne. Le attività di rimborso si sovrappongono alle operazioni quotidiane e agli obblighi di conformità. Anche la stessa CBP ha evidenziato il rischio di distogliere personale dalle attività di controllo e gestione ordinaria, una criticità che si riflette anche nel settore privato.

Infine, il rollout progressivo del sistema alimenta l’incertezza sui flussi di cassa. Le aziende non sono in grado di prevedere quando riceveranno i rimborsi, con effetti sulla pianificazione finanziaria e sulla gestione del capitale circolante. In assenza di indicazioni chiare sulle priorità di elaborazione, stimare tempi e importi del recupero resta difficile.

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